Quando il cibo ci aiuta a ritrovare noi stessi

Una mattina ho avuto l’opportunità di interagire in studio con la madre di una mia “zonista”, diventata oramai una fedelissima fan e grande sostenitrice del metodo perché ha scoperto una persona in sé stessa che non credeva potesse esistere.
La chiamerò Anna.
Anna ha approcciato la Zona con me con una delle facce più diffidenti e preoccupate che io possa ricordare nella storia della mia professione. Terrorizzata dall’idea di non mangiare la pasta che tanto amava, scettica sul fatto di resistere a dare l’assalto ai dolci, e soprattutto senza speranza nel recuperare una serie di vestiti deliziosi risalenti a prima del matrimonio e anche a prima della nascita delle sue bambine.
Non eccessivamente interessata ad alcuni dettagli femminili (probabilmente da lei considerati frivoli), piuttosto “spigolosa” nella personalità, quasi divertita nello sfidarmi a compiere questa impresa al limite del “caso senza speranza”.
Ma Anna ancora non sapeva che di fronte a sé aveva non solo una zonista “inside”, ma anche un tenace capricorno!

Risultato

In questo momento Anna gira per la città indossando una taglia 42 (siamo partite da 48 forse 50!), volteggia con andamento super femminile portando a passeggio le sue bambine e parrucchiere ed estetista sono diventati appuntamenti immancabili nella sua agenda, non perché Anna sia all’improvviso divenata “frivola”, ma perché ha visto uscire da se stessa quella femminilità rimasta per troppo tempo chiusa nel cassetto.
Il suo carattere è molto più tranquillo, appare più serena ed ha acquisito un modo di porsi assolutamente sicuro di sé, ma con un grande garbo.
Niente più irruenza “forzata” nè voglia di sfidare alcuno.

Piacersi e vivere meglio

Mentre la mamma di Anna mi raccontava del suo ultimo acquisto taglia 42, io riflettevo sul fatto di quanta parte di questa straordinaria ragazza fosse “sommersa” dalla mancanza di stima in se stessa, dal fatto di non piacersi, dal fatto di aver perso il controllo del proprio corpo a causa del cambiamento di vita, dovuto sia alla vita matrimoniale (è un cambiamento che costa sempre adattamento!) che all’arrivo delle sue splendide (ma sempre impegnative!) bambine…

Non solo donne

Questo vale per le donne, ma anche per gli uomini.
Un’altra mia “zonista” che chiamerò Francesca, alcuni giorni fa mi ha scritto che era sorpresa da quanto il fatto di mettere ordine nella sua alimentazione e di pianificare cosa mangerà e anche quanta attività fisica farà, abbia dato una svolta positiva a tutta la sua vita, riprendendo quel controllo di se stessa che da qualche parte era andato perso.
Può succedere a tutti di passare dei periodo così intensi (in positivo ma spesso soprattutto in negativo), da farci perdere la voglia di curarci di noi stessi e di relegare il cibo all’ultima delle nostre preoccupazioni.
È in quel momento che iniziano i guai seri: poco a poco il corpo inizia a dare segnali di malessere generale e soprattutto la nostra immagine spesso subisce dei duri colpi, che contribuiranno a farci perdere l’orientamento nella vita e negli obiettivi da raggiungere.
Se questo è uno di quei periodi, fermiamoci a pensare e ricominciamo a mettere le cose a posto dal gesto più semplice ed istintivo che conosciamo: nutrirci in maniera corretta.
Vale la pena di piacersi?



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