La nutrizione Anti-aging

Oggi voglio condividere con voi un articolo che ho scritto per il magazine Cabines di Dicembre, che chiarisce come e perché quello che mangiamo influisce sugli effetti del tempo.


Fruit salad

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C’è una stretta correlazione fra la nutrizione e l’invecchiamento cutaneo. È proprio vero che “siamo quello che mangiamo”. Mantenere bassi i livelli di infiammazione nel nostro organismo è il primo fondamentale passo per attutire gli effetti del tempo, senza eccessivi danni.

Quello che mi piacerebbe fare in questo numero che conclude un anno, ma soprattutto ne apre uno nuovo, è cercare di dare alla parola nutrizione un’identità e una connotazione ben precisa, mettendo un po’ di ordine nella miriade di messaggi – a volte devianti – che nel tempo sono stati dati perché si è sempre collegato il cibo alla parola “dieta”, e questa a qualcosa di necessario solo nel caso di sovrappeso. In realtà il cibo in sé è molto di più, perché nutrizione e benessere sono due compagni di viaggio inseparabili: questa affermazione non è affatto una novità, ma è un concetto che è andato assolutamente perduto nel tempo.

È importante, quindi, pensare che quello che noi ingeriamo determinerà come siamo e come saremo. Per fare questo upgrade mentale sulla nutrizione, è necessario ampliare la visione meramente calorica del cibo. Nessuno potrà mai negare l’importanza del corretto apporto calorico né il fatto che un eccesso calorico protratto nel tempo porti a seri scompensi, ma da qui a considerare il conteggio calorico l’unico fattore importante negli alimenti, vi è una differenza enorme. Il cibo innesca nel nostro corpo una reazione chimica che, a sua volta, provoca delle risposte ormonali ben precise e straordinariamente importanti e differenti tra loro. Quindi la valutazione scientificamente corretta è quella che verifica da dove vengano le calorie che noi ingeriamo, piuttosto che solo quante esse siano. Lo stesso numero di calorie può avere effetti ormonali incredibilmente diversi in base alla natura del macronutriente da cui provengono, ma anche a seconda della percentuale calorica dello stesso rispetto all’insieme dei macronutrienti assunti.

Con questa premessa è chiaro che per parlare di nutrizione in maniera corretta e moderna è necessario addentrarsi nella biochimica e iniziare a prendere confidenza con concetti nuovi constatando, inoltre, che la parola “Infiammazione” diventa una presenza praticamente costante quando parliamo di benessere, dimagrimento e soprattutto di strategie nutrizionali che ci permettano di affrontare il naturale passare degli anni senza traumi e senza pensare che questo sia un processo di decadimento psico-fisico, piuttosto che una fase diversa della vita con alcuni aspetti negativi (come in tutte le fasi), ma anche molti aspetti positivi . “Invecchiare” è una parola a cui si attribuisce oramai solo senso negativo, perché la maggior parte di noi si aspetta che con il tempo vi sia solo un peggioramento del nostro stato di salute. Il problema è culturale: non siamo stati abituati a pensare che il modo in cui vivremo in futuro in realtà lo moduliamo con lo stile di vita tenuto nell’arco di tutta la vita, e soprattutto con il modo in cui ci nutriamo. Se trattiamo bene il nostro corpo ed evitiamo di sottoporlo a stress ambientali e nutrizionali eccessivi, il corpo si manterrà al meglio delle sue possibilità fisiologiche: e non è solo una questione di predisposizione genetica… Cominciamo da qui a valutare in un’ottica diversa ciò che si può fare utilizzando il cibo in maniera corretta e assolutamente non penalizzante, come potremmo aspettarci parlando di alimentazione “sana”. Esiste un sistema, una strategia nutrizionale che valuti il cibo secondo i parametri appena citati? Certamente sì! Risalgono a più di vent’anni fa (e sono in costante aggiornamento ed evoluzione) gli studi e le ricerche che hanno portato il dr. Barry Sears – scienziato di fama mondiale – a comprendere i principi biochimici che sono diventati la base della moderna nutrizione e che lui ha raccolto sotto il nome di “Strategia Nutrizionale Zona”. Grazie alle conclusioni derivanti dalle sue ricerche in ambito biochimico, il dr. Sears si è guadagnato la giusta fama di uno dei maggior esperti di alimentazione su base ormonale. Lui per primo ha affrontato il cibo con l’ottica biochimica e non clinica, spiazzando la comunità medica “tradizionale” che per anni lo ha considerato un eretico, salvo poi “utilizzare” le sue conclusioni cercando di spacciarle come ricerche fatte in proprio.

Le origini della Zona, sono piuttosto note: l’intento del Dr. Sears era quello di trovare un sistema per capire come migliorare il proprio destino rispetto a quanto era successo ad alcuni dei suoi familiari, morti in età decisamente prematura a causa di scompensi cardio circolatori. Il dr. Sears racconta sempre che il suo intento non era quello di cambiare la sua genetica, quanto piuttosto di cambiare il modo in cui i suoi geni si potevano esprimere: col senno di poi, sembra esserci riuscito visto che rispetto ai precedenti familiari ha già guadagnato 15 anni di vita in più. E ovviamente gliene auguriamo tanti ancora! Questo è il motivo per cui La Zona viene indicata come uno dei nuovi orizzonti del benessere, perché in realtà è nata come cura per i cardiopatici per poi “scoprire” che uno degli effetti “collaterali” era quello di far perdere alle persone anche la massa grassa in eccesso. Ma fa anche molto di più… Dopo più di vent’anni, abbiamo capito perfettamente il meccanismo che giustifica che un metodo possa risolvere così tante problematiche, ma all’inizio sembrava fantascienza. Teniamo presente che quando parliamo di benessere intendiamo il significato più ampio del termine stesso: è un benessere fisico, ma è anche un benessere psicologico ed emozionale. Tutto questo a sua volta porta anche ad un miglioramento a livello estetico che non dipende solo dal fatto di aver fatto dimagrire una persona insegnandole a mangiare in corretta, ma è un miglioramento estetico che dipende e deriva da uno stato di equilibrio interno, ottenuto con sane regole di vita e una alimentazione appropriata che esplica una potentissima azione anti infiammatoria.

I fondamenti della strategia

Abbiamo detto che i macronutrienti hanno una valenza calorica che però innesca delle reazioni chimiche, che a loro volta danno origine a risposte di tipo ormonale. Se utilizziamo gli alimenti in maniera corretta, otteniamo le reazioni più adeguate e la risposta ormonale migliore per il nostro organismo. Ora, sembra abbastanza logico pensare che siamo anni luce oltre il normale concetto di “dieta”.

Ma come si fa?

I principi biochimici sono assolutamente complessi e delicati, ma per fortuna la loro applicazione è sorprendentemente semplice. La nutrizione che si basa su questi principi deve essere impostata da una persona esperta, ma una volta capito il principio, l’esecuzione diventa semplice. Vediamo le cose essenziali:

1. ABBINARE I MACRONUTRIENTI: Si parte dal presupposto che tutte le volte che noi ci alimentiamo è necessario abbinare i tre macronutrienti:

Cibo anti-etàCarboidrati: preferibilmente quelli favorevoli della verdura (a eccezione di carote, legumi, patate e mais) e la maggior parte della frutta (a eccezione di anguria, melone, banane, fichi, cachi, uva e a volte ananas).

Proteine: albume d’uovo, carne bianca o rossa, purchè derivante da animali alimentati in maniera naturale e non con mangimi, pesce non di allevamento, ricotta e formaggi di capra che sono poveri in caseina, e con moderazione altri formaggi qualora il soggetto li tolleri. Meritano poi delle considerazioni più complesse (e da fare in separata sede) l’utilizzo di proteine “alternative” come soia, seitan, proteine della canapa etc….

Grassi: di preferenza quelli poveri di omega 6, escludiamo quindi tutti gli oli di semi; ottimo l’olio e.v.o., l’avocado, la noce di Macadamia. La necessità di abbinamento deriva dal fatto che ciascun macro nutriente innesca una reazione a livello ormonale. I carboidrati, infatti, influiscono sull’ormone Insulina e forniscono lo zucchero al nostro organismo: eliminare i carboidrati dalla nostra alimentazione è un errore strategico clamoroso. Noi abbiamo necessità vitale di zuccheri, ma dobbiamo selezionare quelli giusti che sono quelli a indice glicemico basso. L’indice glicemico è rappresentato dalla velocità alla quale gli zuccheri del carboidrato entrano in soluzione nel sangue: più è alta la velocità, maggiore sarà l’impatto che tale carboidrato avrà sull’ormone Insulina, con conseguenze tutt’altro che positive per almeno due ragioni. Dall’eccesso di Insulina derivano l’accumulo della massa grassa e l’insorgere di uno stato di infiammazione detta “cellulare” poiché silente e non percepibile anche per moltissimi anni, salvo poi manifestarsi in maniera tutt’altro che gradevole. Le proteine stimolano il Glucagone che ha il compito di bilanciare l’azione dei carboidrati e dell’Insulina mobilitando le scorte di zucchero da questa immagazzinate, mantenendo stabile la nostra glicemia ed evitandoci così la sensazione di fame. Il Glucagone ha anche il compito di costruire la massa magra. È evidente che anche eliminare le proteine è un errore clamoroso, per cui, prima di “improvvisare” delle scelte alimentari avventate, è sempre meglio capire bene a cosa andremo incontro e cercare la soluzione alternativa più sicura che possa comunque rispettare le scelte etiche o di vita di ognuno di noi. I grassi sono fondamentali e devono essere preferibilmente polinsaturi: essi infatti sono i mattoncini che costituiscono gli ormoni Eicosanoidi. Questi ormoni si dividono in due categorie: quelli pro infiammatori e quelli anti infiammatori. L’organismo ama l’equilibrio, per cui è necessaria la presenza di entrambi i gruppi: sfortunatamente le condizioni di vita moderne e la composizione dei cibi che utilizziamo (molto spesso troppo elaborati a livello industriale), fanno sì che sia più probabile avere un esubero di quelli pro infiammatori che quelli anti infiammatori. Da qui nasce l’esigenza di gestire al meglio l’apporto dei grassi valutandone la natura e non solo il valore calorico. È anche evidente che le calorie che provengono da 1g di grassi sono senza dubbio più di quelle derivanti da 1 g di carboidrati o proteine, ma senza queste calorie le nostre cellule non potrebbero esistere. È anche giusto valutare che, la prossima volta che ci troviamo a evitare un cibo perché “calorico”, sarà prudente valutarne prima l’indice glicemico: infatti dal rialzo dell’Insulina abbiamo da temere molto di più che da un temporaneo esubero calorico.

2. RISPETTARE UNA PERCENTUALE CALORICA TRA I MACRONUTRIENTI Esiste un “modello” di percentuale calorica che deve essere rispettata tra i macronutrienti:

  • 40 % delle calorie di ogni singolo pasto derivante dai carboidrati
  • 30 % dalle proteine
  • 30 % dai grassi
  • È importante tenere ben presente che questo è un modello, non la regola, poiché ognuno di noi ha una risposta glicemica diversa e quindi le percentuali devono essere personalizzate e adeguate. Iniziando a rispettare questi due fondamentali principi, otteniamo un controllo dell’infiammazione cellulare che ha un impatto impressionante su aspetti della nostra vita che, forse d’istinto, mai collegheremo tra loro.

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Parliamo di effetto anti-aging

Quando si parla di invecchiamento, il primo pensiero riconduce alla formazione di rughe. Quale è alla fine la nostra carta di identità? La pelle. Nello stesso tempo quale è lo specchio del nostro stato di salute? Ancora una volta la pelle. Perché la pelle cambia il suo aspetto e invecchia? 3 sono le cause principali:

  1. i radicali liberi
  2. l’infiammazione
  3. diminuzione di apporto di ossigeno

I radicali liberi sono inevitabili, ma un eccesso provoca conseguenze devastanti: essi sono il prodotto dei nostri processi metabolici, poiché derivano dalla trasformazione del cibo in energia mediante l’attivazione dell’ossigeno che noi respiriamo. Da tale attivazione ne deriva la formazione dei radicali liberi che sono, alla fine, molecole di ossigeno che hanno perso un elettrone nell’ultimo orbitale, sono rimaste “orfane”. La natura ama l’equilibrio, per cui tali molecole fanno di tutto per riprendersi il compagno perso per strada. Il problema è che per fare ciò innescano un meccanismo di reazioni a catena che portano alla formazioni di nuovi radicali liberi. Dove vanno di preferenza i radicali liberi per ritrovare il loro elettrone perso? Cercano di attaccare strutture facilmente ossidabili come per esempio gli acidi grassi essenziali e se ciò accade, questi non sono più in grado di dare origine agli Eicosanoidi. Un altro tipo di bersaglio facile, sono le proteine come il Collagene e l’Elastina: soprattutto in presenza di elevate concentrazioni di glucosio, ciò che ne risulta è una rete di proteine glicosilate che portano alla formazione di numerose rughe. Oltre ai radicali liberi derivanti dal nostro organismo, vi è anche un notevole apporto di essi derivante dall’ambiente esterno: raggi del sole, fumo, inquinamento etc…. Possiamo cercare di esporci il meno possibile a tali agenti, ma spesso non è così semplice evitarli. L’infiammazione è un’altra delle cause dell’invecchiamento cutaneo e non solo. Quando parliamo di formazione delle rughe questo processo è aggravato e accelerato dalla presenza di infiammazione che deriva da fattori esterni, ma soprattutto dall’azione dei radicali prodotti dai nostri processi metabolici di digestione e da un eccesso dei livelli di Insulina derivante dall’uso di carboidrati sfavorevoli, ossia ad alto indice glicemico. La terza causa di invecchiamento, è costituita dalla riduzione di ossigeno nei tessuti, che in parte è il risultato del normale processo di degenerazione delle struttura dei vasi, ma in parte è dovuto all’azione dei radicali liberi e alla conseguente infiammazione. È davvero evidente che in tutto il discorso vi sono sempre dei comuni denominatori quali : Carboidrati favorevoli o sfavorevoli, Insulina e Infiammazione

Quali le regole per “diventare grandi” in maniera funzionale?

Alimentarsi con moderazione: se la maggior parte dei radicali liberi deriva dal processo naturale della digestione, alleggerire tale processo mangiando quantità di cibo moderato, è un buon sistema per non avere sovra produzione di questi agenti. È anche vero che, per mangiare in maniera moderata, è necessario non soffrire la fame, e il trucco sta nel gestire adeguatamente i livelli degli zuccheri utilizzando quelli più lenti, quelli che non provocano un rialzo eccessivo di Insulina.

Controllare l’infiammazione: poichè utilizzando carboidrati favorevoli, siamo in grado di gestire in maniera adeguata i livelli di Insulina (e quindi di non patire la fame conseguente a tale fenomeno), contemporaneamente eviteremo che l’eccesso di questo ormone sposti l’equilibrio degli Eicosanoidi a favore di quelli pro infiammatori.

Migliorare l’irrorazione dei tessuti: deriva dall’assenza di infiammazione che si ottiene modulando gli Eicosanoidi. Se garantiamo al corpo un buon livello di Eicosanoidi anti infiammatori, gli garantiamo un effetto vasodilatatore che porterà ossigeno e nutrimento alle nostre cellule.

Ricapitoliamo

Il metabolismo cellulare insieme ad altri fattori esterni, provoca la formazione di radicali liberi. Da questi deriva una reazione a catena che dà come risultato la glicosilazione delle proteine e l’attacco agli acidi grassi insaturi. Dalla glicosilazione deriva la formazione delle rughe. Dall’ossidazione degli acidi grassi deriva la formazione di Eicosanoidi pro infiammatori, che porta alla diminuzione di ossigeno e all’inizio del fenomeno infiammatorio che, a sua volta, facilita il processo di formazione delle rughe. Tutto questo si può gestire molto bene mantenendo bassi i livelli di infiammazione nel nostro organismo rispettando le regole sopra citate e facendo eventualmente uso di buona integrazione, della quale potremmo parlare in futuro. Questo è il primo fondamentale passo per permettere al nostro corpo di attutire gli effetti del tempo senza eccesivi danni.

Articolo pubblicato originariamente su Cabines.



Per i CrossFitter la Dieta Zona è un “cult”

CrossFit e Dieta ZonaLa scorsa estate è uscito il libro “Learning to Breathe Fire” di J.C. Herz, un volume che racconta la storia e la filosofia alla base del CrossFit, un tipo di allenamento fisico piuttosto intenso che ha l’obiettivo di rinforzare tutto il corpo.

Da ex atleta sono stata molto contenta di scoprire che nel libro la dieta Zona del Dr. Sears è considerata dai CrossFitter un vero e proprio “cult”, il loro  stile nutrizionale di elezione!

La scelta è ben ponderata: se una corretta alimentazione è fondamentale per chiunque, per chi svolge attività fisica intensa e frequente serve un regime alimentare che non solo supporti la vita di tutti i giorni, ma che sostenga anche il recupero post-allenamento e prepari all’allenamento successivo.

Secondo i CrossFitter la dieta Zona risponde pienamente al loro fabbisogno e li aiuta a raggiungere prestazioni ottimali, amplificando gli effetti del regime sportivo che hanno scelto. Per loro i pasti rappresentano una sorta di prolungamento dell’allenamento.

Quali sono i vantaggi della Dieta Zona per un atleta?

Per raggiungere il vero potenziale di un atleta serve il giusto “carburante” e la dieta Zona risponde perfettamente ai suoi bisogni fondamentali.

Primo fra tutti, l’aumento della massa muscolare a discapito della massa grassa. Durante un allenamento intensivo i muscoli si “consumano” e hanno bisogno di essere rigenerati; i “mattoni” per costruirli sono derivati dalle proteine che assumiamo con il cibo.

Una dieta bilanciata permette anche di ridurre gli “effetti collaterali” dolorosi che seguono a un’intensa attività fisica: gli acidi grassi omega 3, che sono basilari per la Zona, hanno come vantaggio quello di ridurre la produzione delle sostanze infiammatorie che si producono dopo un allenamento.

Da non trascurare, però, il fatto che la dieta Zona deve essere personalizzata non solo calcolando il fabbisogno energetico ma, soprattutto,  la risposta glicemica di ciascuna persona.

Per un atleta di CrossFit, attento al suo benessere a 360 gradi, la dieta Zona rappresenta, quindi, la possibilità di garantirsi performance fisiche, emotive e mentali migliori.

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Arrivederci Terme di Saturnia!

Come sempre, tutte le cose belle finiscono, ma ne iniziano sempre altre altrettanto entusiasmanti. Così vale anche per il progetto “Your Nutritional Reset by Daniela Morandi” per Terme di Saturnia.

Vi lascio al comunicato stampa:

“Il progetto Your Nutritional Reset by Daniela Morandi” per Terme di Saturnia giunge al suo termine in data 30 settembre 2014, in corrispondenza dell’inizio di una nuova stagione ricca di impegni, che vedrà la dottoressa Morandi e Terme di Saturnia coinvolte in nuovi progetti.

Terme di Saturnia ringrazia la dottoressa Morandi per la professionalità e competenza dimostrate e per I’innovazione e il valore apportati all’offerta di Terme di Saturnia dal suo Metodo Nutritional Reset per la SPA e NutriGourmet per la ristorazione.

La dottoressa Daniela Morandi ringrazia Terme di Saturnia per la fiducia e la collaborazione che le sono stati costantemente offerti e tutti gli operatori di Terme di Saturnia che hanno collaborato affinché un progetto così innovativo potesse realizzarsi e ottenere ampio riscontro positivo da parte degli ospiti nazionali ed internazionali coinvolti, come evidenziato dalle molteplici rassegne stampa di ogni settore”.

Disponibile anche in Inglese e Russo



Il nuovo libro del Dr. Sears

The Mediterranean Zone-Barry SearsÈ finalmente uscito negli USA l’ultimo libro del Dr. Barry Sears “The Mediterranean Zone” (editore Random House).

Nel volume il Dr. Sears rivisita la dieta Mediterranea con i criteri della dieta Zona, perché mangiare secondo la dieta mediterranea non significa nutrirsi solo di pasta al pomodoro e pane. Anzi. Il potere anti-infiammatorio della nostra meravigliosa dieta sta altrove, ovvero nella ricchezza di polifenoli e acidi grassi omega-3 che la caratterizza.

Da sempre il Dr. Sears ci parla del ruolo chiave che questi fattori svolgono nella riduzione delle risposte infiammatorie e nell’attivazione dei meccanismi anti-invecchiamento dei nostri geni. Il nuovo libro illustra le più recenti scoperte scientifiche in proposito e mostra una strada per rallentare e possibilmente invertire il processo di modificazione dei geni che sta colpendo la popolazione americana.

Purtroppo non si tratta di un cambiamento che riguarda solo chi abita oltreoceano: numerosi studi dimostrano che anche in Europa abbiamo cominciato a cambiare le nostre abitudini alimentari, consumando cibi sempre più carichi di zuccheri e carboidrati, che cominciano a causare anche qui un aumento dell’obesità e dell’infiammazione cellulare con un impatto pesantissimo sulla salute pubblica in termini di malattie croniche.

Ringrazio ancora una volta il Dr. Sears, che ha dimostrato grande stima e fiducia in me e nella mia professione, dandomi la possibilità di contribuire a questo suo nuovo lavoro con una sezione dedicata ai piatti della Zona versione Mediterranea.

Come dicevo prima, Mediterranea significa ricca di frutta, verdura e olio di oliva e non carboidrati sfavorevoli, come spesso si vuol far intendere: al di là delle abitudini geografiche, se vogliamo un’attività anti infiammatoria dal cibo la biochimica non conosce confini geografici.

Grazie a questo lavoro, il Dr. Sears ha realizzato il mio grande sogno di essere il primo autore non americano a pubblicare sull’argomento Zona negli Stati Uniti, oltre a quello di essere già l’unico autore con cui lui pubblica.

Sono certa che anche questa volta il libro del Dr. Sears sarà un grande successo e darà un grande contributo alla nutrizione del futuro.

 



Se il cervello non ci fa scegliere i cibi sani, possiamo allenarlo

piacere dei cibi sani

Davanti a una porzione di patatine fritte e a una bibita gassata spesso dire di no è davvero faticoso. La sola idea di sentire quel sapore in bocca scatena in noi un fortissimo desiderio. Non succede certo perché quel cibo sia effettivamente più buono: è il risultato di un lungo condizionamento del nostro cervello che, sottoposto ripetutamente a momenti in cui mangiamo cibo non sano, ne diventa di fatto dipendente.

Per fortuna, uno studio condotto dai ricercatori americani della Tufts University e del Massachusetts General Hospital, pubblicato sulla rivista specializzata Nutrition & Diabetes, ha dimostrato che questo processo è reversibile: il cervello può essere rieducato a provare il piacere dei cibi sani!

La ricerca

Il progetto ha coinvolto 13 uomini e donne sovrappeso analizzandone, attraverso delle risonanze magnetiche, l’area del centro di ricompensa del cervello, legata al piacere, all’apprendimento e alla dipendenza.

Otto dei partecipanti sono stati coinvolti in un programma per la perdita di peso della durata di sei mesi, appositamente studiato dalla Tufts University, mentre gli altri cinque hanno avuto il ruolo di gruppo di controllo.

Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a risonanza magnetica all’inizio e alla fine del periodo di osservazione e gli studiosi hanno potuto verificare che il primo gruppo di persone mostrava una minore sensibilità ai cibi malsani e una maggiore sensibilità agli alimenti sani e a basso contenuto calorico nell’area di ricompensa, il che indica un aumento del piacere nei confronti dei cibi sani.

Un importante insegnamento

Questo studio dà finalmente basi scientifiche all’idea che una dieta non debba essere necessariamente un sacrificio, ma possa essere uno stile di vita decisamente piacevole, oltre che sano.

È possibile che all’inizio si avverta un po’ di fatica, perché sradicare delle abitudini che sono frutto di anni di allenamento non è mai facile. Ma, come sostengo ormai da anni, mangiare in modo sano e al contempo appagante è possibile  scegliendo dei piatti biochimicamente bilanciati, armonici nel   gusto e  belli nella loro coreografia che permettano al cervello di collegare ad essi un’esperienza piacevole e gratificante riconoscendoli come i nostri preferiti.



Il NutriGourmet al Brera Expo Wine Tour

Hamburger di galletto

Nei giorni scorsi, tra i vicoli di Brera a Milano, si potevano gustare assaggi delle eccellenze culinarie italiane: c’è stato il Brera Expo Wine Tour, una delle manifestazioni di “assaggi di Expo”, patrocinate dal Comune di Milano, che anticipano l’evento dell’anno prossimo.

Si è trattato di un evento molto denso di significati, perché ha voluto mettere al centro l’attenzione al benessere della persona. Da una parte perché il cibo è stato osservato sotto una lente diversa: il cibo bello e buono può anche farci stare bene; dall’altra perché a condurre il catering sono stati i ragazzi della comunità di recupero Kayròs, per un progetto di reinserimento sociale.

Per questo, quando ho avuto il piacere e l’onore di essere invitata a dare il mio contributo con il metodo “NutriGourmet by Daniela Morandi”, non ho avuto un attimo di esitazione!

Lo Chef e i trucchi del mestiere

Chef Claudio all'opera

Per l’occasione lo Chef Claudio Colombo Severini ha tenuto al Flagship Store Enel due showcooking, nei quali cui ha insegnato ai ragazzi di Kairos e a tutti i presenti i trucchi della sua cucina: ha spiegato che un piatto per essere davvero piacevole deve avere il giusto bilanciamento tra consistenze diverse, stimolare lo sguardo con giochi di almeno tre colori e solleticare il gusto con il giusto accostamento di sapori.

Il tutto, naturalmente, con quell’attenzione alla biochimica applicata alla preparazione dei piatti che caratterizza la nostra collaborazione, nata ormai più di sette anni fa, dopo l’uscita del mio primo libro “Il Bello della Zona”, prima pietra miliare del mio metodo nutrizionale.

Emozionarsi con il cibo fa bene alla salute

Spero che eventi di questo tipo, in cui si impara che seguire un’alimentazione sana non significa dimenticare i piaceri della buona tavola e della convivialità, diventino sempre più frequenti.

Per me è molto importante che le persone capiscano che è possibile fare pace con il cibo e che può diventare un alleato strategico per il nostro benessere, soprattutto se riesce a tenere alte le nostre emozioni.

Certo, la chimica che sta alla base dell’arte culinaria è incredibilmente complessa e ci vuole maestria per miscelare gli alimenti in modo da creare un piatto così bello da sembrare un’opera d’arte, così speciale da dare una grande emozione. Ma anche se non siamo tutti come Chef Claudio, anche nella nostra quotidianità possiamo assaporare l’emozionalità della biochimica degli alimenti, con piatti più semplici ma che sono un piacere per l’occhio e per il palato!

Hamburger di galletto con asparagi



Terme e Gusto. Su Affari&Finanza

Daniela Morandi e gli Chef a SaturniaWow.

È la parola con cui Paola Jadeluca descrive l’esperienza alle Terme di Saturnia nel suo articolo su Affari&Finanza.

La bravissima giornalista coglie nel segno non solo quando descrive le meraviglie del grande Resort, che lei stessa definisce un’oasi, ma anche quando parla dell’importanza di aver trovato una specializzazione d’eccellenza unica nel turismo del wellness!

“Wow” è anche l’unica parola che mi è uscita dalla bocca quando ho capito che quella specializzazione era proprio il wellness gourmet, il progetto nato nella mia testa 7 anni fa quando pubblicai il mio primo libro Il bello della Zona e che per molto tempo fece confondere il mio libro di “biochemistry gourmet” con un semplice ricettario, con mio grande senso di frustrazione…

Il tempo mi ha dato ragione e la mia “visione” è diventata una concreta realtà: ho scoperto di essere copiata, e devo dire che non può farmi che piacere essere passata da professionista incompresa a professionista imitata, eheh!

A Saturnia abbiamo avviato il programma Your Nutritional Reset proprio nella convinzione che l’autentico benessere, che qui è garantito dall’insieme delle eccellenze proposte, sia anche effetto di una alimentazione capace di unire corretta nutrizione e piacere dei sensi.

Ancora di più, però,  mi ha lasciata senza fiato leggere che abbiamo settato un trend e che la mia “visione” viene indicata come il futuro, dopo il mito Chenot!

A tutto il team della cucina e della sala… grazie!

Team Your Nutritional Reset Saturnia



San Valentino e una romantica fuga… verso il benessere!

San Valentino alle Terme di Saturnia

Alle Terme di Saturnia sono davvero un passo oltre: per questo San Valentino hanno organizzato un magnifico e romantico percorso di coppia!

Due giorni per concedersi un momento di meritato relax da condividere con chi amiamo.

È una bellissima occasione per un’esperienza veramente unica: immergersi nella fonte dove l’acqua sgorga ininterrottamente da 3000 anni è qualcosa di davvero speciale!

Poi c’è la parte SPA: a Saturnia sanno davvero come coccolarci e rendere tutto una vera magia!

Ma ci sarò anch’io per un breve viaggio nel mondo del Nutritional Reset. Con lo Chef Claudio Colombo Severini abbiamo pensato di creare un evento speciale, per unire il piacere del palato al benessere del corpo: una lezione di cucina bilanciata per la coppia!

Alla cena speciale di San Valentino, poi, ci pensiamo noi… naturalmente a lume di candela!

P.S. Non perdetevi i “Dark Kisses”: è la mia versione dei Baci, ma con carico glicemico bassissimo!



Terme di Saturnia è la miglior Spa secondo la CNN. Congratulazioni!

In questi giorni ho ricevuto una notizia che mi ha fatto davvero piacere: Terme di Saturnia è stata valutata la migliore Spa nella classifica stilata dalla CNN, dopo essere stata nominata anche la migliore in Italia dalla rivista economica “Il Mondo” solo poche settimane fa.

Il motivo della valutazione, oltre all’ambiente suggestivo, sono i trattamenti innovativi di cui gli ospiti possono usufruire. Lasciatevelo dire da chi è davvero una patita di queste cose: il tempo trascorso nella Spa durante i trattamenti è un’autentica esperienza emozionale!

La garanzia? La professionalità di tutti gli operatori, che offrono grande competenza ed attenzione alle persone: dalla reception (sotto la guida della efficientissima Claudia Cioli) al personale di cabina (coordinati dalla altrettanto efficiente Letizia Massai), sono tutti professionisti di altissimo livello, invidiati da molti competitor.

La guida della Spa manager, la dottoressa Annarita Di Giacomo, è il collante fondamentale: la sua laurea in Psicologia e la sua convinzione che la formazione non solo in chiave professionale ma anche sull’interazione personale con l’ospite sia fondamentale, spiegano perché questa struttura dal 2011 continua a ricevere riconoscimenti a livello. Oltre a questo, la Spa si avvale della competenza di Alexandra, Federica, Luisa e Olga per ciò che riguarda il marketing.

Non posso che essere orgogliosa e felice del fatto di essere stata scelta da Terme di Saturnia come resident coach, con il mio metodo Nutritional Reset, nel progetto di Natural Reset, filosofia base della struttura.

Aggiornamento dell’8 Febbraio:

Solo oggi ho provato un altro trattamento novità: non ci crederete, ma lavorare in una Spa non garantisce affatto di avere il tempo di fare i trattamenti!

La Spa di Saturnia può stupire ulteriormente: oltre alla parte estetica, vi è una parte dedicata ai trattamenti olistici davvero unici come l’Amber Massage,  il massaggio a 4 mani, la doccia massaggio a 4 mani, l’Aqua Relaxation e tra i tanti altri quelli dedicati ai golfisti chiamati simpaticamente “hole in one”.

La regia di tutto questo mondo è affidata da più di dieci anni alla magnifica Signora Niva Serafinelli!

Vi lascio a un articolo di Repubblica che racconta il concetto di benessere che sviluppiamo con Terme di Saturnia

Saturnia, benessere dal sapore antico

Le terme toscane scelte come migliori al mondo dal sito di CNN. Scopriamone la semplice ricetta di rigenerazione psicofisica. Naturale

Terme di SaturniaGià riconosciuta da Lonely Planet tra le prime 10 migliori sorgenti termali benefiche in Europa e da Fodor’s  tra le migliori Spa termali d’Europa, e parte delle catene Leading Hotels of the World, Leading Spas of the World, Leading Golf e Virtuoso, lo stabilimento termale Terme di Saturnia, incastonato nel cuore della Maremma toscana, entra di nuovo a fare parte delle classifiche mondiali: il sito Cnn, infatti, lo ha scelto nella sua top 20 mondiale di categoria, che seppure non abbia apparentemente i canoni della vera e propria graduatoria ordinata, pone la località toscana davanti a tutte, sia nell’articolo, che nella annessa galleria foto. Poche, anzi pochissime infatti le Spa che offrono trattamenti di bellezza come i suoi, che fanno uso di oro, diamanti e ghiaccio antartico, e ancora meno quelle che offrono trattamenti medicali e che dispongono di una sorgente termale dai grandi poteri curativi.

Il concetto di benessere, in questo stabilimento, si basa infatti su un modello di rigenerazione psico-fisica naturale (Your Natural Reset) che a sua volta si basa sulla purissima acqua termale sorgiva che da oltre 3000 anni sgorga nel cratere naturale al centro del resort (alla temperatura costante di 37,5° con un flusso di 500 litri al secondo, per un ricambio completo ogni 4 ore per 6 volte al giorno).

Qui, inoltre, il visitatore potrà godersi una passeggiata a cavallo per quella “maremma amara” cui Dante dedicò alcuni versi della Commedia, una terra un tempo paludosa e infestata dalla malaria e oggi interamente bonificata e rigogliosa, dove i butteri (qualcosa di molto simile ai cowboys d’oltreoceano) ancora allevano i cavalli (di razza maremmana, appunto) alla vecchia maniera, invitando in ogni stagione i visitatori a fare un giro di trotto a prezzi abbordabili. Malgrado l’estensione, la maremma è infatti ancora una delle zone d’Italia dove la natura domina incontrastata, i centri abitati sono poco numerosi e scarsamente abitati, le strade in molti casi sterrate, e alcuni territori protetti, come il Parco Naturale della Maremma (www.parco-maremma.it) e la zona archeologica di Vulci (www.vulci.it), hanno permesso di mantenere pressoché intatto l’ambiente e quindi la flora e la fauna circostanti. Vulci, in particolare, è una località particolarmente interessante, un’antica città etrusca della parte laziale circondata da necropoli grandiose e da un castello omonimo, costruito a ridosso del “ponte dell’arcobaleno”, nel XIII secolo gestito in collaborazione con i cavalieri del Tempio, i cosiddetti Templari.

Forte di questo retroterra culturale così nobile e selvaggio al tempo stesso, Terme di Saturnia ha basato la sua proposta sullo sfruttamento delle risorse locali, a cominciare dal cibo. Altamente innovativo è infatti il programma di reset nutrizionale personalizzato, frutto di un accordo di collaborazione siglato con la dottoressa Daniela Morandi, fra i più autorevoli esperti internazionali in tema di nutrizione, che permette agli ospiti di sperimentare nell’arco di una settimana il più corretto rapporto con il cibo.

Il resort si sviluppa intorno al grande cratere termale e comprende l’Hotel Deluxe dotato di 140 camere (di cui 11 Executive, 71 Deluxe, 2 Grand Suites Hotel Deluxe); il pluripremiato Centro benessere e le piscine termali; i Ristoranti “All’Aquacotta” (1 Stella Michelin) e Aqualuce, che propongono una cucina toscana rivisitata utilizzando prodotti a chilometro zero; il campo da golf, un percorso a 18 buche par 72 che, con numerosi ostacoli d’acqua e green ampi e ondulati, incanta giocatori di ogni livello provenienti da tutto il mondo.

Fonte



Come riprendersi dalle maratone culinarie?

Maratone culinarie

È appena trascorso il periodo dell’anno che più ci induce in tentazione, facendoci buttare su cibi non proprio sani, con la giustificazione che “durante le feste si sa, ci sono le cene con amici e parenti… come si fa a evitare?”.

Ma altre occasioni simili ci aspettano nel corso dell’anno e non sono poi così lontane, perciò ho pensato di ricordarvi qualche utile suggerimento per riprendersi dalle maratone culinarie.

Anzitutto, come dico da tempo, il problema non è tanto come mangiamo durante le feste o in qualche (e solo qualche, mi raccomando!) occasione speciale, quanto piuttosto come ci nutriamo nella quotidianità.

Infatti, se nella vita di tutti i giorni adottiamo un regime alimentare corretto e ben bilanciato, gli eccessi provocheranno solo temporanei fastidi, che spariranno con facilità una volta tornati a sane abitudini alimentari.

In ogni caso, per chi è alle prese con i fastidiosi effetti dei “bagordi natalizi”, ecco 10 regole d’oro per sentirsi meglio:

1. No ai sensi di colpa (non servono e… non agiscono sull’insulina!)

2. Non cercate di compensare l’abuso calorico con il digiuno: otterreste solo di disorientare il vostro corpo

3. Mangiate in maniera bilanciata ricordandovi di utilizzare molta verdura, un po’ di frutta e una quantità di proteine adeguata alle vostre esigenze e caratteristiche

4. Non eliminate l’olio pensando di dimagrire alla svelta: i grassi sono importantissimi per il nostro organismo

5. Iniziate la giornata con una buona colazione: delle fette ricche di fibre con poco carboidrato insieme ad un po’ di ricotta mescolata con un po’ di marmellata senza zucchero oppure associate la ricotta a qualche fetta di prosciutto cotto nel caso preferiate il gusto salato

6. Cercate di fare uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio, perché l’abuso di carboidrati delle feste potrebbe portarvi ad avere più fame del solito e, quindi, il rischio è quello di eccedere nei pasti principali

7. A pranzo e a cena iniziate sempre con una minestra di verdure prima di passare al piatto principale: sazia e permette di non eccedere con la proteina. Se possibile cercate di avere a disposizione diversi tipi di verdure cucinati in maniera diversa: rende tutto più piacevole e non fa sentire “in castigo”

8. Eliminate tutti i carboidrati “tradizionali” quali pane, pasta, riso, pizza, ecc. e sostituiteli con tanta verdura, escludendo le carote, le patate e i legumi, senza preoccuparvi delle quantità. Per un po’ le verdure saranno la vostra fonte di zuccheri

9. A fine pranzo suggerirei un piccolo frutto, mentre a cena escluderei per alcuni giorni la frutta

10. Eliminate completamente gli alcolici: hanno un indice glicemico altissimo e vanificherebbero gli sforzi di tutta una giornata bilanciata.

Spero che questi consigli vi siano utili!

photo credit: isante_magazine via photopin cc



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