Una recensione e una video-intervista

La redazione di Corporesano Magazine ha dedicato un doppio approfondimento al nuovo libro che ho scritto a quattro mani con il dr. Barry Sears, “La Zona del Futuro“.

Il primo approfondimento è una recensione del libro, che ne descrive in modo approfondito il contenuto e le novità, riuscendo a mettere anche in luce come la Zona non si debba considerare un regime dietetico restrittivo, ma un vero e proprio stile di vita, un’abitudine alimentare (che deve essere personalizzata) per essere più in forma.

Il secondo è una video-intervista a me, in cui spiego come la Zona si è evoluta rispetto al primo libro, scritto con il dr Sears ormai sette anni fa, proprio grazie alle nuove scoperte scientifiche, che abbiamo voluto applicare alla dieta Zona, proprio per renderla ancora più efficace e salutare.

Di entrambi i servizi si è occupata la brava giornalista Annabella D’Argento, con cui è stato davvero piacevole parlare del libro e dei cambiamenti della Zona… sembrava quasi di fare una chiacchierata tra vecchie amiche!

Vi lascio al video e alla recensione!



Contro gli effetti delle abbuffate di Pasqua

Ecco una mia intervista su AdnKronos in cui spiego come la Zona ci possa aiutare a perdere quei chili in più che la Pasqua ci ha regalato e a recuperare rapidamente lucidità ed energia.

Roma, 2 apr. (Adnkronos Salute) – Torte dolci e salate, uova di cioccolato, ma anche salame e vin santo a colazione, agnello con patate a pranzo e poi ancora, lasagne, tortelli e vari piatti regionali. La ‘maratona’ pasquale “rischia di regalare 1-2 chili in più in pochi giorni. Con carichi glicemici importanti, che portano il girovita a lievitare ma anche a sentirci un po’ appesantiti, lenti e più stanchi del solito”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Daniela Morandi, naturopata, nutrizionista e Top Zone Coach in Europa, specializzata con il ‘guru’ della dieta Zona Barry Sears, con il quale ha appena pubblicato ‘La Zona del Futuro’ (Sperling & Kupfer).

“La buona notizia è che i chili presi in poco tempo sono soprattutto liquidi. Dunque proprio dalla Zona può arrivare un importante aiuto per avviare un’attività detossificante e anti-infiammatoria, che aiuti l’organismo a ripulirsi. Con un regime mirato si può dire addio al peso in più accumulato nelle feste pasquali in 10 giorni – assicura – La Zona del futuro, comunque, apre le porte verso la visione più innovativa dell’utilizzo dell’alimentazione per raggiungere e mantenere il benessere oltre che il dimagrimento definitivo”.

Nata come una “dieta degli sportivi, e poi di pazienti con particolari problematiche, la Zona si rivela ideale anche per chi deve sottoporsi, ad esempio, a un intervento di chirurgia plastica di liposuzione. Le ricette che abbiamo proposto sono il risultato di grande rigore biochimico, esperienza nell’utilizzo dei diversi alimenti, attenzione estrema al carico glicemico e all’azione anti infiammatoria che possiamo ottenere utilizzando correttamente i macronutrienti”. Ma che cos’è la Zona? Si tratta di un regime alimentare da 12 anni presente in Italia (mentre negli Usa nasce nei primi anni Novanta) e ormai seguito in tutto il mondo da milioni di persone. Promette di bloccare l’invecchiamento psicofisico, agendo sui livelli di lucidità e di energia.

“Particolarmente utile per detossificare dopo un periodo di eccessi, la Zona abbina moltissima verdura a un apporto proteico bilanciato e a una grande attenzione al carico glicemico”, dice Morandi. Nel volume firmato insieme a Sears si affronta anche il tema dei polifenoli contenuti in verdura e frutta, ma anche nel cioccolato e nel tè verde, che “hanno un’importantissima funzione protettiva nei confronti del nostro secondo cervello, l’intestino”.

Tra i polifenoli si è scoperto che ve ne sono alcuni particolarmente antinfiammatori, le delfinidine. Si trovano nei mirtilli ma soprattutto nella bacca del maqui, un frutto che cresce in Cile. Nel 19.mo secolo proprio questo frutto ha reso leggendaria la tempra e la resistenza degli indigeni Mapuche, unici a cibarsene e ultimi a cedere alle armi degli europei nell’America del Sud. In questo libro Sears e Morandi propongono un piano d’azione fondato su tre pilastri: alimentazione bilanciata, Omega 3 e polifenoli. Arricchito da un inserto a colori e più di 100 nuove ricette, ‘La Zona del futuro’ promette di rivelare il segreto di giovinezza, energia e salute.

Fonte: Adnkronos



La versione ebook del mio audiolibro è disponibile su iTunes e Amazon.it

Prefazione di Barry SearsDopo l’uscita della versione ebook del mio libro “Il bello della Zona” scritto a quattro mani con il dr Sears, ora è arrivata la versione ebook del mio audiolibro Dieta Zona, subito in forma e per sempre, con l’intervento di Claudio Belotti e l’introduzione di Barry Sears!
L’audiolibro è stato per settimane best seller su iTunes!
Spero che la versione ebook possa tenere compagnia a tutte le persone che approfitteranno delle vacanze per prendersi cura di se stessi, riacquistando il controllo della propria vita semplicemente imparando a nutrirsi in maniera corretta.
Auguro una buona lettura, ma soprattutto un’estate serena a tutti!

L’ebook è disponibile su Amazon.it e su iTunes.



Suggerimenti da parte del dr Barry Sears per perdere peso

Originalmente pubblicato dall’ HeraldOnline il 06 Feb 2012.


Barry Sears, l'inventore della strategia nutrizionale ZonaIl dr Barry Sears, autore del libro “ Come raggiungere la Zona” (edito da Sperling and Kupfer), sostiene che l’epidemia di obesità che sta invadendo gli Stati Uniti è dovuta ad uno stato di squilibrio di alcuni ormoni nel nostro organismo, e non ad una mancanza di volontà delle persone sovrappeso.
La vera causa scatenante e trainante della crisi di obesità che sta affliggendo gli USA è dovuta al rapido incremento dell’infiammazione silente indotta dal cibo, che attiva i nostri geni facendo in modo che si diventi obesi e si rimanga tali.
La teoria sostenuta dal dr Sears dice che questa epidemia di infiammazione è causata dalla somma di due fattori: l’abuso di carboidrati ultra-raffinati che aumentano la concentrazione di Insulina nel nostro corpo, e l’aumento dell’assunzione di oli vegetali economici (rispetto all’olio extra vergine di oliva), ma ricchi di Omega 6.
Il dr Sears presenta i seguenti 6 suggerimenti per perdere peso:

  1. Come scelta preferenziale di fonte di grassi, non utilizzare mai oli vegetali: usate olio extra vergine di oliva, non oli vegetali ricchi di Omega 6. Addirittura, il burro risulta essere una scelta migliore rispetto agli oli vegetali poiché più basso nella concentrazione di Omega 6.
  2. Mangiate vegetali: in particolare quelli tipicamente mediterranei sono adatti per ridurre i livelli eccessivi di Insulina, che può farci ingrassare e ci fa rimanere grassi.
  3. Riducete l’uso dei carboidrati raffinati: questi infatti, vengono scissi rapidamente in glucosio, esattamente uguale allo zucchero da tavola. Entrambi alzano rapidamente i livelli di Insulina. In alcuni test di laboratorio sui topi, si è visto che lo zucchero da tavola può creare maggiore dipendenza rispetto ad una droga quale la cocaina. Non vi è alcun motivo per pensare che questo non valga anche per gli esseri umani anche se lo zucchero proviene da pasta, pane e patate.
  4. Bilanciate il vostro piatto: per controllare i vostri ormoni, è necessario bilanciare il vostro piatto ad ogni pasto. In un terzo del piatto deve essere messa una fonte di proteine magre non più grande del palmo della vostra mano né più alto in spessore. Gli altri due terzi vanno riempiti con vegetali colorati e frutta. A questo punto aggiungete un po’ (non una quantità eccessiva) di un grasso favorevole per il cuore di tipo monoinsaturo, come l’olio di oliva o il guacamole.
  5. Bevete molta acqua: il corpo è costituito per il 65-70% da acqua. Le cellule necessitano di idratazione per lavorare in maniera efficiente e convertire le calorie assunte tramite la dieta in energia chimica per il corpo. Senza acqua a sufficienza il processo diventa inefficiente e molte più calorie vengono immagazzinate sotto forma di grasso. Se pesate circa 68 kg, bevete almeno 2 lt di acqua.
  6. Cercate di dormire bene e a sufficienza: insufficienti ore di sonno portano ad un rialzo di Insulina, che vi farà ingrassare e vi manterrà grassi, specialmente se avete una dieta ricca in omega 6.

Il commento di Daniela Morandi

Daniela MorandiE’ ovviamente straordinario vedere che questi suggerimenti del dr. Sears sono stati riportati da tutte le testate giornalistiche indicate qui sotto, segno del fatto che i suoi studi sull’azione ormonale del cibo trovano sempre più riscontro positivo.

Come sua  perenne “allieva” (nel senso che davvero dal dr. Sears non si finisce mai di imparare) e ora anche come sua “voce pratica” nell’applicazione dei protocolli, dal momento che lui si occupa fondamentalmente di ricerca, vorrei fare però alcune precisazioni che si adattano alla nostra mentalità europea e che non hanno nulla a che fare con il rigore scientifico, che resta tale, quanto piuttosto con l’applicazione pratica.
  1. Da questo punto di vista, noi europei (e soprattutto noi italiani) siamo privilegiati poiché l’uso dell’olio extra vergine di oliva è più diffuso rispetto agli USA, anche perché non ha i costi proibitivi che invece ha oltre oceano. Dobbiamo però stare attenti a non cadere nella trappola di tutti quei cibi “pronti” che contengono spesso molti oli di semi vegetali (come l’olio di girasole, etc). Ricordiamoci bene che l’abuso è dannoso non tanto e non solo a livello calorico (che sarebbe relativo), quanto per l’aspetto infiammatorio.
  2. Noi qui siamo fortissimi: nel nostro paese è possibile reperire vegetali di ogni specie e tipo senza grandi difficoltà. Se il tempo è tiranno in cucina, possiamo ricorrere alla verdura surgelata, che oramai è tutta di buona qualità.
  3. Potrebbe scattare l’allarme tipico degli italiani: ”non posso vivere senza pasta, pane, etc”. Ricordatevi bene che se la sostituzione degli zuccheri che servono al cervello viene fatta in maniera corretta, non sentirete la mancanza dei carboidrati raffinati. Questo non significa che MAI PIU’ potrete mangiare questi alimenti, ma che sarete in grado di gestirli nella maniera più corretta, a seconda di quanto siete geneticamente fortunati nella risposta insulinica.
  4. In questo punto si evidenzia la vera differenza tra il POTER PROVARE a mangiare in Zona e il VIVERE IN ZONA PER SEMPRE: infatti le indicazioni riportate in questo punto, che riguardano le quantità dei macronutrienti, possono essere adottate per provare cosa significa abbinare gli alimenti in maniera corretta, ma è certo che per ottenere il massimo dei risultati che la Zona può dare, è necessario personalizzare il protocollo da diversi punti di vista. Gli americani amano l’approccio fatto per mezzo di protocolli pre stabiliti, ma lo stesso dr. Sears è sempre più orientato verso l’utilizzo del coaching per aiutare le persone ad entrare in Zona e rimanerci per sempre.
  5. Assolutamente da raccomandare l’assunzione di liquidi. Oltre alla semplice acqua, è anche possibile bere infusi, tisane e anche del brodo vegetale leggero, che in questa stagione è particolarmente piacevole.
  6. Il sonno è un fattore fondamentale davvero. Negli ultimi convegni tenuti dallo stesso dr. Sears negli USA la mancanza di sonno è stata indicata come un fattore esterno che può seriamente compromettere il totale buon esito della Zona a causa del Cortisolo, ormone rilasciato dal nostro organismo per far fronte allo stress.
In definitiva direi che i punti fondamentali per seguire una strategia nutrizionale corretta e bilanciata non sono molti e sono semplici. Teniamo invece presente che, affinché questa strategia diventi davvero “nostra”, necessita di una adeguata e corretta personalizzazione.

Linkografia

  1. Forbes.com: http://specials.forbes.com/article/0guV94g4qP44E
  2. San Luis Obispo.com: http://www.sanluisobispo.com/2012/02/06/1936858/weight-loss-tips-from-dr-sears.html
  3. South Carolina State Times: http://www.thestate.com/2012/02/06/2142375/weight-loss-tips-from-dr-sears.html
  4. Sacramento Bee: http://www.sacbee.com/2012/02/06/4242163/weight-loss-tips-from-dr-sears.html
  5. eWallStreeter: http://ewallstreeter.com/weight-loss-tips-from-dr-sears-sacramento-bee-4749/
  6. Weight loss tips: http://weight.loss.more-tips.com/weight-loss-tips-from-dr-sears-2/
  7. Penn Live: http://www.pennlive.com/newsflash/index.ssf/story/weight-loss-tips-from-dr-sears/900e959cb5854cc3aec6e308c57cd441
  8. HowToFeelGood: http://howtofeelgood.net/weightloss/weight-loss-tips-from-dr-sears/
  9. Improve Health: http://improveyourmemorystore.com/weightloss/weight-loss-tips-from-dr-sears-3/
  10. Skinny Engine: http://www.skinnyengine.com/821/weight-loss-tips-from-dr-sears-sacramento-bee/


VIDEO – Il dr Barry Sears e i carboidrati sfavorevoli

Ecco una mia video-intervista al dr Barry Sears circa la possibilità di utilizzare pane, pasta e riso e quei carboidrati che lui chiama “bianchi” come parte della strategia nutrizionale Zona:



Pasta, Riso e Pane non sono in Zona

Le scorse settimane ho passato alcuni giorni assieme al dr Sears, che si trovava qui in Italia. Tutte le volte che passo del tempo con lui, ho la straordinaria opportunità di imparare cose nuove, confrontarmi su mie idee e progetti nuovi, e soprattutto scoprire se si è scoperto qualcosa che possa migliorare ancora di più la qualità di vita di chi segue la Zona.

La scienza della nutrizione, così come la Zona che si basa su solidi principi biochimici, sono sempre in evoluzione grazie alla costante ricerca ed è per questo che ritengo una grande fortuna e un privilegio l’interazione personale oramai decennale con il dr Sears.

Integrando le mie idee e la mia esperienza con tutto quello che ho appreso e apprendo quotidianamente dal dr Sears, ho sviluppato un mio sistema di “fare Zona”, che comprende l’integrazione tra nutrizione, coaching, attenzione particolare per gli aspetti emozionali della persona che seguo, ma tutto questo non si è MAI distanziato né potrà MAI distanziarsi dalle fondamenta (molto solide) della biochimica di partenza. A meno che un giorno non ci si renda conto di aver “preso un grosso granchio”. Resterebbe però difficile pensare come spiegare i grandi successi e risultati ottenuti fin qui.
Il pane è in Zona?

Pasta, pane e riso

In tutti questi anni, c’è un’unica cosa sulla quale non vi è mai stata possibilità di dubbio: l’uso dei carboidrati sfavorevoli.
Da SEMPRE e tutt’ora, il dr Sears consiglia (scherzosamente) di utilizzare alimenti come pane, pasta e riso nello stesso dosaggio con cui, nelle rispettive proporzioni, utilizzeremmo la stricnina!
Riporto le sue letterali parole.

Vi assicuro che le ho provate tutte per cogliere nelle sue parole anche una minima incertezza che lasciasse spazio a qualche libera interpretazione sul loro utilizzo.
Sono arrivata al punto di chiederglielo dopo ore di lavoro, anche a tarda notte: NULLA!
Quindi, a meno che un soggetto non sia geneticamente graziato e la sua risposta insulinica non sia bionica, per ora (ma temo che questa cosa non cambierà) niente da fare con i carboidrati sfavorevoli che quindi non possono essere ritenuti in Zona in NESSUN modo.

Perché tanto accanimento?

Perché la Zona è prima di tutto una strategia nutrizionale ad attività anti infiammatoria, poiché laddove si crea infiammazione non solo ci sarà la tendenza a formare massa grassa, ma anche all’instaurarsi di un terreno fertile per disturbi di vario tipo e varie patologie.
I carboidrati sfavorevoli contribuiscono a generare uno stato di infiammazione nel corpo che a lungo andare (nell’arco di anni e anni senza dare alcun segnale) porta a seri problemi di salute (nonché all’inesorabile aumento di massa grassa in coloro che non hanno una buona risposta insulinica).

Vorrei fare una riflessione sull’aspetto “silente”, “invisibile” dell’infiammazione..

Ci sono soggetti che sembrano essere le persone più belle e sane del mondo (vedi molti atleti di altissimo livello, o molte modelle belle come dee), che però anche se il loro aspetto appare incantevole e bello oltre ogni sospetto, risultano avere nel loro corpo un livello di infiammazione tale da portare, in minor tempo rispetto a quello previsto dalla natura, ad un decadimento delle prestazioni fisiche, mentali ed atletiche nel primo caso, e al progressivo “sfiorire” della bellezza con invecchiamento precoce nel secondo.
È come vedere delle scatole con un involucro meraviglioso e preziosissimo all’esterno, per poi scoprire che all’interno ciò che è contenuto si sta rapidamente deteriorando.

Cosa significa?

Se decidiamo di usarli in maniera “scriteriata”, di certo non moriremo all’istante, né il nostro nome verrà pubblicato sui giornali, ma non stiamo facendo del bene al nostro corpo e probabilmente non riusciremo MAI ad eliminare eventuale massa grassa in eccesso qualora fosse presente;
se li usiamo in quantitativi moderati e con molto criterio tenendo conto della nostra individuale tolleranza (sapendo che alcuni soggetti non se li possono proprio permettere), possiamo limitare molto i danni.

In entrambi i casi, però, dobbiamo essere CONSAPEVOLI che stiamo uscendo di Zona e quindi poi mettere in atto la strategia più efficiente per rientravi nel migliore dei modi…
Da questo deriva che chiunque tenti di raccontare la storia che in Zona la pasta o i carboidrati sono stati recentemente ammessi, non sta parlando della Zona intuita, studiata e perfezionata dal dr Sears, ma di un clone che non rispetta i PARAMETRI BASE della stessa strategia, intesa come la nutrizione anti infiammatoria per eccellenza, e serve solo a confondere le idee in ambito nutrizionale all’utente finale, che ha diritto di ricevere informazioni chiare e coerenti per poi decidere quale strada seguire. E sulla scelta di ogni persona su come nutrirsi, ovviamente massima libertà e rispetto nel momento in cui si ha la coscienza a posto sul fatto di aver fatto informazione cristallina.

Commenti e considerazioni? Parliamone sulla mia pagina Facebook!



Il mio primo Audiolibro sulla Dieta Zona è su iTunes!

È uscito su iTunes (ma scaricabile anche su GoodMood e altri circuiti), il mio Audiolibro intitolato “La dieta Zona: subito in forma e per sempre“.
L’introduzione è stata fatta dal dr B. Sears, inventore della dieta Zona, mio maestro e co-autore nel libro “Il bello della Zona” (edito da Sperling&Kupfer), mentre io a mia volta ho collaborato alla stesura del suo ultimo libro “Magri per sempre” (Sperling&Kupfer). La presentazione dell’Audiolibro è invece di Claudio Belotti, mio Coach da più di 10 anni, nonché uno dei più famosi e richiesti Coach al mondo.

Audiolibro La Dieta Zona su iTunes

Per chi è l’Audiolibro

L’Audiolibro è rivolto a tutte le persone che vogliono avvicinarsi al mondo del benessere utilizzando lo strumento più semplice che abbiamo a disposizione: il cibo!
Non solo e sempre il cibo come “nemico” da tenere sotto controllo per dimagrire, ma un grande alleato per ritrovare forma fisica e mentale.
Ho cercato di spiegare in maniera semplice alcuni importanti concetti base che fanno comprendere la differenza tra la Zona e TUTTO quello che era stato fino a questo momento fatto e detto sulla nutrizione intesa solo dal punto di vista calorico.
Alla fine ho voluto dare alcune indicazioni per delle giornate tipo, per dare all’ascoltatore la possibilità di provare alcuni giorni “in Zona“, fermo restando che per ognuno di noi esiste una Zona “individuale” che deve essere ben identificata e personalizzata.

Buon ascolto!



Mi passi il sale per favore?

Una delle grandi “verità” nell’ambito della medicina cardiovascolare è che per prevenire ictus e morte cardiaca venga ridotto l’apporto di sale. Ma è vero? Una nuova analisi della letteratura esistente dalla Cochrane Library indica che questo potrebbe anche non essere la causa (1).

Analizzando un gran numero di studi pubblicati, i ricercatori sono giunti alla conclusione che non ci sono prove evidenti per sostenere l’idea che la restrizione di sale riduca le malattie cardiovascolari o tutti i casi di mortalità nelle persone con normale o alterata pressione sanguigna. Inoltre, si è scoperto che, riducendo l’assunzione di sale, si ottiene la diminuzione della pressione sanguigna, ma contemporaneamente aumenta il rischio di tutte le cause di morte nelle persone con insufficienza cardiaca congenita.

Se ciò non bastasse, un articolo riportato nel Journal of American Heart Association del 4 maggio ha rilevato che bassi livelli di sale aumentano il rischio di morte per attacchi di cuore ed infarti, mentre non viene ridotta la pressione arteriosa (2). Questo studio è stato fatto su popolazione europea di mezza età, seguita per quasi otto anni. Durante questo periodo, è risultato che meno sale era stato consumato, più elevato era stato il tasso di mortalità per malattie cardiache.
Inutile dire che l’American Heart Association (le stesse persone che consigliano di mangiare un sacco di grassi omega-6) ha reagito in maniera violentissima.
Ma qual è il motivo per cui la restrizione dell’utilizzo del sale dovrebbe portare ad un aumento degli attacchi di cuore?

La ragione può essere dovuta a una maggiore insulino-resistenza indotta dalla restrizione di sale (3). L’insulino-resistenza aumenta i livelli di insulina e, se questo è combinato con un maggiore consumo di acidi grassi Omega 6 (ricordate l’American Heart Association), questo rappresenta il miglior metodo per produrre più acido arachidonico.
Sono gli eicosanoidi pro infiammatori che derivano dall’acido arachidonico che causano l’infiammazione della parete arteriosa che porta poi ad un attacco di cuore.
Ciò non significa che alcune persone non siano sensibili al sale (gli afro-americani per esempio lo sono molto), quanto piuttosto che, come al solito, si tratta di una questione di equilibrio.
Abbiamo la necessità di sodio, ma è anche necessario del potassio per bilanciarlo.
È stato confermato da un recente studio della Harvard Medical School che maggiore è il rapporto sodio-potassio nel sangue, maggiore è la probabilità di mortalità per incidente cardiovascolare (4).

La connessione alle morti per incidente cardiovascolare è risultata molto maggiore con un alto rapporto sodio-potassio piuttosto che con un elevato livello del solo sodio.
Inserire sodio nella nostra alimentazione è semplice (aggiungendo il sale sulle pietanze), ma avere adeguate quantità di potassio significa dover mangiare tanta frutta e verdura.

Quindi, piuttosto che restringere la quantità di sale o assumere dei diuretici per diminuire i livelli di sodio nel corpo, pensate a mangiare più frutta e verdura, qualora il vostro obiettivo sia quello di ridurre l’eventualità di un incidente cardiovascolare.
Inoltre, ignorate il suggerimento dell’American Heart Association ed assumete più Omega 3 e meno Omega 6.

Pubblicato originariamente da Barry Sears.

Il commento di Daniela Morandi

Come al solito, alla fine risulta sempre che qualsiasi approccio “curativo” portato all’estremo crea dei danni.
La natura continua ad insegnarci che il segreto perché tutto funzioni in armonia è costituito dall’equilibrio.
E’ anche vero che non bisogna mai generalizzare troppo le informazioni dimenticando che ognuno di noi è un mondo a se’ e che ciò che può funzionare su 9 soggetti, potrebbe essere un disastro anche per uno solo.
Questa è una realtà che tocco con mano ogni singolo giorno quando confronto le diverse reattività delle persone nei confronti di alcuni alimenti ed in particolare dei carboidrati per ciò che riguarda la risposta glicemica: se dovessi soffermarmi ai dati generali e alle mere regole della biochimica, andrei poco lontano.
Comunque sia, qualsiasi sia la ricerca fatta, credo che l’atteggiamento più corretto sia sempre quello di prendere in seria considerazione ciò che viene comunicato, ma soprattutto valutare la reazione sul singolo individuo senza dare niente per garantito solo perché lo dice “la scienza”.

Riferimenti Bibliografici

  1. Taylor, RS, Ashton KE, Moxham T, Hooper L and Ebrahim S. “Reduced dietary salt for the prevention of cardiovascular disease.” Cochrane Database of Systematic Reviews DOI: 10.1002/14651858.CD009217 (2011)
  2. Stolarz-Skrzypek K, Kuznetsova T, Thijs L, Tikhonoff V, Seidlerova J, Richart T, Jin Y, Olszanecka A, Malyutina S, Casiglia E, Filipovsky J, Kawecka-Jaszcz K, Nikitin Y, and Staessen JA. “Fatal and nonfatal outcomes, incidence of hypertension, and blood pressure changes in relation to urinary sodium excretion.” JAMA 305: 1777-1785 (2011)
  3. Alderman MH. “Evidence relating dietary sodium to cardiovascular disease.” J Am Coll Nutr 25: 256S-261S (2006)
  4. Yang Q, Liu T, Kuklina EV, Flanders WD, Hong Y, Gillespie C, Chang M-H, Gwinn M, Dowling N, Khoury MJ, and Hu FB. “Sodium and potassium intake and morality among US adults.” Arch Intern Med 171: 1183-1191 (2011)


L’estate: è tempo di mettersi a dieta per dimagrire?

Ma anche no!

Come nutrizionista dovrei esultare per il fervore che tutti gli anni assale in questo periodo donne e uomini nel dover necessariamente dimagrire in vista della prova bikini; eppure…
Il fenomeno si verifica ogni anno con sempre maggiore intensità, ed è strettamente dipendente da quanto in anticipo iniziano i weekend assolati, durante i quali si è costretti a togliersi i vestiti invernali e a mostrare il proprio corpo.

Uno stile di vita

Questo ricordarsi di prendersi cura del modo in cui mangiamo solo qualche settimana prima della fatidica prova bikini mi provoca, come professionista del benessere, un grande senso di sconforto. L’alimentazione corretta deve essere e deve diventare uno STILE DI VITA da seguire sempre, grazie al quale poi si impara a gestire qualsiasi tipo di trasgressione o di eccesso, che sicuramente può far parte e deve far parte di un momento di grande relax e meritato riposo come il periodo delle vacanze.

Stereotipi inarrivabili

Questa tendenza a correre ai ripari all’ultimo momento, è ulteriormente aggravata da quelli che sono stati fino ad ora gli stereotipi di certa moda e di molta pubblicità: modelli estetici molto spesso fuori dalla della portata della maggior parte di tutti noi.
Il fatto di non poter diventare come le modelle o i modelli che ci vengono mostrati dalle riviste o dalla televisione, non dipende necessariamente dall’avere o non avere la forza di volontà di seguire una dieta, o di fare o non fare forsennata attività fisica.
Sia chiaro, il mio non è un invito né a mangiare tutto quello che ci capita, né tanto meno ad abolire l’attività fisica, poiché andrei contro quelli che sono i credo della mia professione…
Il fatto è che una parte delle persone, a causa di una predisposizione genetica e caratteristiche metaboliche, MAI e poi MAI potrà indossare non solo una taglia 38, ma nemmeno una 42!

Denutrimento forzato

Una persona che è geneticamente predisposta ad avere una struttura magra, qualora dovesse per qualche motivo aumentare di peso, il più delle volte riesce a ritornare magra correggendo in maniera adeguata l’alimentazione; ovviamente nel rispetto di quelli che possono essere i cambiamenti fisiologici che l’età può portare.
Una persona geneticamente predisposta all’ingrassamento e dotata magari di una struttura di base “morbida”, qualora si trovi in eccesso di peso, con un’adeguata alimentazione potrà sicuramente cambiare la propria condizione. Potrà raggiungere quel punto di equilibrio armonico che le darà un aspetto estremamente bello e seducente, senza entrare neppure in una taglia 42!
Oltre un certo limite il suo organismo non può andare, a meno che non venga portato ad uno stato di denutrimento forzato.
A quel punto darà alla persona un aspetto tutt’altro che armonico quanto piuttosto patito e, dal mio punto di vista, assolutamente lontano dai canoni di bellezza..
Tale deperimento porterà ben presto, oltre che danni notevoli all’organismo, al recupero di tutto quanto perso con la privazione calorica.

Inadeguatezza precoce

Questo problema riguarda anche la moda dei bambini, anche non assolutamente in sovrappeso, ma solo “morbidi” nelle forme (come frequentemente accade intorno ai 10 o 12 anni di vita). Ebbene, talvolta non riescono ad indossare abiti formalmente pubblicizzati come adatti a quell’età!
È ovvio che se in quel momento il bambino inizia già a percepirsi inadeguato, questo può portare a serie conseguenze comportamentali nei confronti del cibo.
Il tutto perché il focus dei canoni di bellezza si è fossilizzato su determinate misure.
Molte persone lamentano problemi con alcune tipologie di diete. Ma possono essere due le ragioni: la dieta dimagrante non era adeguata (e in questo caso bisogna insegnare loro l’approccio corretto), oppure si sono posti degli obiettivi che fisiologicamente sono per loro irraggiungibili! Per questo si arrendono, senza rendersi conto che magari il punto al quale sono arrivati è il punto per loro ottimale, invece di guardarsi con occhi diversi rispetto alle misure imposte dall’esterno.

Curvy o “morbide”

Da SEMPRE esistono persone definite “magre” e persone che a me piace definire “morbide”.
Quello che mi ha colpito in queste ultime settimane, è che riviste importanti come Vogue e Vanity Fair dedicano dello spazio a quella che viene chiamata la tendenza “Curvy”, ossia il ritorno o la rivalutazione dei canoni di bellezza “morbidi”. Anche a Roma in questi giorni nelle sfilate si parla di tendenza “curvy” e si sono viste sfilare modelle dalle forme “morbide”..

Al mondo esistono da sempre le persone “magre” e le persone “morbide”: puntare l’attenzione solo su un gruppo piuttosto che sull’altro non ha fatto altro che creare senso di inadeguatezza e infelicità in coloro che appartenevano al gruppo “sbagliato” secondo i canoni del momento.

In un momento storico in cui i disturbi del comportamento alimentare sono in continuo aumento, come nutrizionista interpreto questa presa di coscienza come un grandissimo segno di intelligenza e di sensibilità. Spero possa portare le persone ad approcciare il cibo con un animo molto più sereno ed inneschi la volontà di imparare a nutrirsi in maniera corretta, per uno scopo molto più sano rispetto al forsennato mero tentativo di perdere peso, spesso a scapito del proprio senso di benessere e della salute…

L’importanza delle alternative

Infine una precisazione: ci sono stilisti che per natura sono più portati ad enfatizzare una forma magra piuttosto che morbida. Sono artisti, creativi ed ognuno di loro tende ad avere dei propri canoni di bellezza, che più si adeguano al loro modo di essere.
L’importante è che esistano le alternative per coloro che non appartengono al canone di “quel determinato stilista”.

Se alcuni decidono di scegliere come modelle delle ragazze magre, non deve a mio parere significare necessariamente un inno alla magrezza eccessiva, poiché nella realtà esistono ANCHE persone magre, ma DAVVERO magre per NATURA, pur mangiando moltissimo.
Io stessa ne conosco e ne seguo diverse insegnando loro a scegliere gli alimenti migliori per il loro benessere, ma il loro peso è veramente modesto, per quanto bene e tanto possano mangiare: nemmeno queste devono essere discriminate rispetto a coloro che, pur mangiando in maniera esemplare, non arriveranno MAI ad essere come loro.
Queste ultime sono le “curvy”, morbide figure cariche di una sensualità ed eleganza che non ha nulla da invidiare alle persone più magre.

Ad ognuno il suo compito

Sta ai media far capire che esistono entrambe le realtà e NESSUNO è meno bello dell’altro a causa delle sue caratteristiche fisiche e genetiche.
A noi nutrizionisti invece il compito di insegnare alle persone un modo sano per alimentarsi, senza liquidarli con un protocollo dietetico preconfezionato e standardizzato, con la pretesa che possa essere il loro stile di vita alimentare definitivo e corretto.
Che l’estate, spesso accompagnata da maggior tempo libero, diventi il momento magico per iniziare a lavorare su se stessi per imparare a usare il cibo nel migliore dei modi. Per far si che al rientro dalle vacanze, quando i ritmi saranno più sostenuti e la vita ci richiederà molta più concentrazione ed energia, avremo imparato quali sono le cose più giuste da fare e quali sono quelle che ci arrecano più danno.

Non dimentichiamoci che la maniera in cui noi mangiamo non è solo fondamentale per il modo in cui appariamo, ma soprattutto per il modo in cui ci sentiamo e ci poniamo nei confronti della vita.

L’alchimia del cibo ha il potere di modificare il nostro carattere, il nostro stato d’animo, il modo in cui viviamo la nostra vita: è molto più che il semplice gesto di sfamarsi.
E la vera bellezza è quella che deriva dall’armonia che c’è dentro di noi, quell’energia che un’anima serena emette e contagia chiunque gli si avvicini.



Il dr. Barry Sears intervistato al NBC’s Daytime Show.

Dopo Oprah, Jay Leno e Donald Trump, anche il dr. Barry Sears viene intervistato al NBC’s Daytime Show.
Ecco il video di 5 minuti da scaricare, con alcune considerazioni sull’obesità in America.
Il dr. Sears, come al solito con pochissimi ed estremamente chiari concetti, riesce a mettere in evidenza le cause principali dell’epidemia di obesità che sta travolgendo il sistema sanitario americano e presto travolgerà anche il nostro, a causa dell’elevato costo sociale delle malattie correlate all’eccesso di massa grassa e all’infiammazione che porta all’instaurarsi di patologie croniche, come ad esempio il diabete.

Non basta aumentare l’esercizio

Il concetto estremamente rivoluzionario è dato dal fatto che per combattere l’obesità non basta aumentare l’esercizio fisico e mangiare di meno. E tantomeno eliminare i grassi dalla nostra alimentazione. Anzi…
Il problema è causato da uno sbilanciamento del tipo dei grassi nella nostra dieta: i grassi Omega 6 (che si trovano negli oli di semi vegetali) sono in grado di attivare i geni che creano infiammazione nel nostro corpo  e non solo causano l’ingrassamento, ma ci mantengono grassi.
I grassi Omega 3, che troviamo nel pesce e nell’olio di pesce, disattivano il meccanismo infiammatorio.

I consigli

Il primo consiglio è quindi quello di eliminare dalla nostra tavola gli oli vegetali e preferire l’olio extra vergine di oliva e… eventualmente il burro. Si, il burro perché non causa infiammazione!
La seconda buona regola è quella di evitare tutti i cibi eccessivamente lavorati ed elaborati a livello industriale, preferendo i cibi semplici e naturali.
La terza regola è quella di evitare le zone centrali dei supermercati, dove normalmente vengono riposti i cibi più pericolosi per l’infiammazione come i carboidrati raffinati.
Preferire frutta e verdura, che andranno bene anche surgelati.

Semplice, no?
In fondo, sono poche regole per evitare una situazione davvero pericolosa ed irreversibile che sembra essere dietro alla porta anche per noi…



Daniela Morandi P.IVA 02249850302 - Copyright 2006 - 2019 - Comunicazioni - Privacy Policy