Barry Sears sul nostro nuovo libro

Il dr. Barry Sears ha scritto un bell’articolo sul nostro nuovo libro “La Zona del Futuro”, per presentarlo al suo pubblico americano.

Nell’articolo spiega bene come la nuova Zona sia in realtà molto affine alla dieta mediterranea, tanto che la chiama Zona Mediterranea.

Vi lascio all’articolo del magnifico Barry Sears!

Il concetto della Zona non è mai statico. Questo per via delle continue scoperte nella biologia molecolare che dimostrano il potere della nostra dieta di influire sull’espressione dei nostri geni. Il miglior modo per trasmettere questa serie  di conoscenze in evoluzione è scrivere un nuovo libro.  Questa volta però ho intrapreso una strada leggermente diversa. Ho presentato il mio nuovo libro in Italia prima che fosse presentato in America. È un po’ come fare un allenamento primaverile in Florida prima di dare avvio alla Major League di baseball a casa.

Anche se il titolo in Italia è “La Zona del Futuro”, il suo titolo americano sarà “La Zona Mediterranea: come le nuove scoperte su polifenoli e  acidi grassi omega-3 rendono la Zona Mediterranea una nuova evoluzione della Dieta Mediterranea tradizionale”. È un titolo che descrive meglio ciò che c’è realmente nel libro.

Presentare il libro in Italia mi ha permesso di vedere la risposta al contenuto negli occhi di chi crede veramente nella dieta Mediterranea, e la loro risposta è stata eccellente. Sostanzialmente, i dati in crescita sul bisogno essenziale di polifenoli e acidi grassi omega-3, uniti a una consapevolezza accademica ugualmente crescente dei problemi con gli omega-6 e i carboidrati raffinati sono le fondamenta del libro. Ha poco a che vedere con la perdita di peso, ma ha tutto a che vedere con la comprensione di come i nostri geni sono stati modificati dall’industria della conservazione del cibo. Il risultato finale di questa trasformazione è che siamo diventati esseri umani geneticamente modificati in un periodo di tempo incredibilmente breve. Gli effetti di questi cambiamenti genetici sono crescente obesità, aumento di malattie croniche in giovane età, riduzione delle capacità cognitive e un’accelerazione dei processi di invecchiamento.

Ancora più insidioso è il fatto che questi cambiamenti genetici (chiamati epigenetica) continueranno ad aumentare se non si farà niente per cambiare la nostra dieta attuale. Anche se si modificasse radicalmente la dieta, questi cambiamenti epigenetici permarrebbero per almeno due o tre generazioni, prima di essere completamente rimossi dal nostro DNA. Uno scenario piuttosto spaventoso, ma c’è una potenziale speranza.

Questa è la base del nuovo libro. Adattando le nuove linee guida dietetiche portate avanti nel libro italiano (e a breve americano), puoi almeno ridurre il danno infiammatorio causato da questi danni genetici nella popolazione attuale e se tutto va bene, cancellare questi segni epigenetici nelle generazioni future.

Inoltre, il libro comprende sia ricette che foto a colori, per mostrare cosa sono i pasti della dieta Mediterranea che devono essere seguiti per tutta la vita. Il lavoro sulle ricette e le fotografie (che è stato ben più difficile che scrivere il libro) è stato fatto dalla mia co-autrice, la dr.essa Daniela Morandi. Daniela e io abbiamo scritto in precedenza un best-seller di ricette della cucina italiana, e questo nuovo libro è parte della nostra continua collaborazione.

Il debutto del libro è stato all’Hotel Savoy a Milano (considerato uno dei migliori hotel in Europa) con una cena da cinque portate preparate da uno dei top chef d’Italia. La conferenza stampa ha ospitato molti dei più importanti ricercatori accademici sulla nutrizione in Italia, che hanno discusso sulla necessità di un cambiamento, e io che discutevo su come quel cambiamento è delineato nel libro. Altri eventi mediatici hanno incluso interviste su TV e radio nazionali, così come le riviste e i quotidiani più importanti in Italia.

Senza dubbio, non ho passato tutto il mio tempo alla presentazione del libro, ma ho dedicato molto tempo  a tenere seminari sulla Zona anche nel resto d’Italia, così come in Svizzera, Spagna e Cipro.

FONTE         Foto

Il video-servizio su “La Zona del Futuro”

Visto quanto avete apprezzato sulla mia pagina Facebook il link del video-servizio di Roberta Masella sul nuovo libro che ho scritto a quattro mani con il dr. Sears, ho pensato di postarlo anche qui.

Girare questo video per me è stata un’esperienza intensa e importante, perché credo faccia capire realmente come la Zona non sia e non debba essere considerata una dieta restrittiva, ma una vera e propria strategia che può farci vivere il cibo con piacere, mentre lavora per noi, aiutandoci a rimanere in salute.

Le parole chiave sono quelle che pronuncia, come sempre, il dr. Sears: equilibrio e moderazione.

Sono i fattori fondamentali per restare in quella Zona terapeutica che permette ai nostri ormoni di tenere sotto controllo l’infiammazione cellulare, ma sono anche gli elementi cardine per creare piatti che ci attirino con i loro colori e la loro piacevolezza, come ci spiega bene la meravigliosa foodblogger Francesca di Singerfood!

La Zona ci permette di giocare con i gusti e gli abbinamenti e creare piatti appetitosi come quelli preparati dal bravissimo Chef stellato Fabio Baldassarre, che ha sperimentato per noi delle ricette in Zona davvero favolose!

Ci tengo a segnalare che Fabio prende parte a un importante programma sperimentale di recupero per i disturbi alimentari dell’Ospedale San Raffaele e che con la sua passione aiuta le persone a ritrovare l’amore per il cibo.

Vi lascio al video!

Suggerimenti da parte del dr Barry Sears per perdere peso

Originalmente pubblicato dall’ HeraldOnline il 06 Feb 2012.


Barry Sears, l'inventore della strategia nutrizionale ZonaIl dr Barry Sears, autore del libro “ Come raggiungere la Zona” (edito da Sperling and Kupfer), sostiene che l’epidemia di obesità che sta invadendo gli Stati Uniti è dovuta ad uno stato di squilibrio di alcuni ormoni nel nostro organismo, e non ad una mancanza di volontà delle persone sovrappeso.
La vera causa scatenante e trainante della crisi di obesità che sta affliggendo gli USA è dovuta al rapido incremento dell’infiammazione silente indotta dal cibo, che attiva i nostri geni facendo in modo che si diventi obesi e si rimanga tali.
La teoria sostenuta dal dr Sears dice che questa epidemia di infiammazione è causata dalla somma di due fattori: l’abuso di carboidrati ultra-raffinati che aumentano la concentrazione di Insulina nel nostro corpo, e l’aumento dell’assunzione di oli vegetali economici (rispetto all’olio extra vergine di oliva), ma ricchi di Omega 6.
Il dr Sears presenta i seguenti 6 suggerimenti per perdere peso:

  1. Come scelta preferenziale di fonte di grassi, non utilizzare mai oli vegetali: usate olio extra vergine di oliva, non oli vegetali ricchi di Omega 6. Addirittura, il burro risulta essere una scelta migliore rispetto agli oli vegetali poiché più basso nella concentrazione di Omega 6.
  2. Mangiate vegetali: in particolare quelli tipicamente mediterranei sono adatti per ridurre i livelli eccessivi di Insulina, che può farci ingrassare e ci fa rimanere grassi.
  3. Riducete l’uso dei carboidrati raffinati: questi infatti, vengono scissi rapidamente in glucosio, esattamente uguale allo zucchero da tavola. Entrambi alzano rapidamente i livelli di Insulina. In alcuni test di laboratorio sui topi, si è visto che lo zucchero da tavola può creare maggiore dipendenza rispetto ad una droga quale la cocaina. Non vi è alcun motivo per pensare che questo non valga anche per gli esseri umani anche se lo zucchero proviene da pasta, pane e patate.
  4. Bilanciate il vostro piatto: per controllare i vostri ormoni, è necessario bilanciare il vostro piatto ad ogni pasto. In un terzo del piatto deve essere messa una fonte di proteine magre non più grande del palmo della vostra mano né più alto in spessore. Gli altri due terzi vanno riempiti con vegetali colorati e frutta. A questo punto aggiungete un po’ (non una quantità eccessiva) di un grasso favorevole per il cuore di tipo monoinsaturo, come l’olio di oliva o il guacamole.
  5. Bevete molta acqua: il corpo è costituito per il 65-70% da acqua. Le cellule necessitano di idratazione per lavorare in maniera efficiente e convertire le calorie assunte tramite la dieta in energia chimica per il corpo. Senza acqua a sufficienza il processo diventa inefficiente e molte più calorie vengono immagazzinate sotto forma di grasso. Se pesate circa 68 kg, bevete almeno 2 lt di acqua.
  6. Cercate di dormire bene e a sufficienza: insufficienti ore di sonno portano ad un rialzo di Insulina, che vi farà ingrassare e vi manterrà grassi, specialmente se avete una dieta ricca in omega 6.

Il commento di Daniela Morandi

Daniela MorandiE’ ovviamente straordinario vedere che questi suggerimenti del dr. Sears sono stati riportati da tutte le testate giornalistiche indicate qui sotto, segno del fatto che i suoi studi sull’azione ormonale del cibo trovano sempre più riscontro positivo.

Come sua  perenne “allieva” (nel senso che davvero dal dr. Sears non si finisce mai di imparare) e ora anche come sua “voce pratica” nell’applicazione dei protocolli, dal momento che lui si occupa fondamentalmente di ricerca, vorrei fare però alcune precisazioni che si adattano alla nostra mentalità europea e che non hanno nulla a che fare con il rigore scientifico, che resta tale, quanto piuttosto con l’applicazione pratica.
  1. Da questo punto di vista, noi europei (e soprattutto noi italiani) siamo privilegiati poiché l’uso dell’olio extra vergine di oliva è più diffuso rispetto agli USA, anche perché non ha i costi proibitivi che invece ha oltre oceano. Dobbiamo però stare attenti a non cadere nella trappola di tutti quei cibi “pronti” che contengono spesso molti oli di semi vegetali (come l’olio di girasole, etc). Ricordiamoci bene che l’abuso è dannoso non tanto e non solo a livello calorico (che sarebbe relativo), quanto per l’aspetto infiammatorio.
  2. Noi qui siamo fortissimi: nel nostro paese è possibile reperire vegetali di ogni specie e tipo senza grandi difficoltà. Se il tempo è tiranno in cucina, possiamo ricorrere alla verdura surgelata, che oramai è tutta di buona qualità.
  3. Potrebbe scattare l’allarme tipico degli italiani: ”non posso vivere senza pasta, pane, etc”. Ricordatevi bene che se la sostituzione degli zuccheri che servono al cervello viene fatta in maniera corretta, non sentirete la mancanza dei carboidrati raffinati. Questo non significa che MAI PIU’ potrete mangiare questi alimenti, ma che sarete in grado di gestirli nella maniera più corretta, a seconda di quanto siete geneticamente fortunati nella risposta insulinica.
  4. In questo punto si evidenzia la vera differenza tra il POTER PROVARE a mangiare in Zona e il VIVERE IN ZONA PER SEMPRE: infatti le indicazioni riportate in questo punto, che riguardano le quantità dei macronutrienti, possono essere adottate per provare cosa significa abbinare gli alimenti in maniera corretta, ma è certo che per ottenere il massimo dei risultati che la Zona può dare, è necessario personalizzare il protocollo da diversi punti di vista. Gli americani amano l’approccio fatto per mezzo di protocolli pre stabiliti, ma lo stesso dr. Sears è sempre più orientato verso l’utilizzo del coaching per aiutare le persone ad entrare in Zona e rimanerci per sempre.
  5. Assolutamente da raccomandare l’assunzione di liquidi. Oltre alla semplice acqua, è anche possibile bere infusi, tisane e anche del brodo vegetale leggero, che in questa stagione è particolarmente piacevole.
  6. Il sonno è un fattore fondamentale davvero. Negli ultimi convegni tenuti dallo stesso dr. Sears negli USA la mancanza di sonno è stata indicata come un fattore esterno che può seriamente compromettere il totale buon esito della Zona a causa del Cortisolo, ormone rilasciato dal nostro organismo per far fronte allo stress.
In definitiva direi che i punti fondamentali per seguire una strategia nutrizionale corretta e bilanciata non sono molti e sono semplici. Teniamo invece presente che, affinché questa strategia diventi davvero “nostra”, necessita di una adeguata e corretta personalizzazione.

Linkografia

  1. Forbes.com: http://specials.forbes.com/article/0guV94g4qP44E
  2. San Luis Obispo.com: http://www.sanluisobispo.com/2012/02/06/1936858/weight-loss-tips-from-dr-sears.html
  3. South Carolina State Times: http://www.thestate.com/2012/02/06/2142375/weight-loss-tips-from-dr-sears.html
  4. Sacramento Bee: http://www.sacbee.com/2012/02/06/4242163/weight-loss-tips-from-dr-sears.html
  5. eWallStreeter: http://ewallstreeter.com/weight-loss-tips-from-dr-sears-sacramento-bee-4749/
  6. Weight loss tips: http://weight.loss.more-tips.com/weight-loss-tips-from-dr-sears-2/
  7. Penn Live: http://www.pennlive.com/newsflash/index.ssf/story/weight-loss-tips-from-dr-sears/900e959cb5854cc3aec6e308c57cd441
  8. HowToFeelGood: http://howtofeelgood.net/weightloss/weight-loss-tips-from-dr-sears/
  9. Improve Health: http://improveyourmemorystore.com/weightloss/weight-loss-tips-from-dr-sears-3/
  10. Skinny Engine: http://www.skinnyengine.com/821/weight-loss-tips-from-dr-sears-sacramento-bee/

Pasta, Riso e Pane non sono in Zona

Le scorse settimane ho passato alcuni giorni assieme al dr Sears, che si trovava qui in Italia. Tutte le volte che passo del tempo con lui, ho la straordinaria opportunità di imparare cose nuove, confrontarmi su mie idee e progetti nuovi, e soprattutto scoprire se si è scoperto qualcosa che possa migliorare ancora di più la qualità di vita di chi segue la Zona.

La scienza della nutrizione, così come la Zona che si basa su solidi principi biochimici, sono sempre in evoluzione grazie alla costante ricerca ed è per questo che ritengo una grande fortuna e un privilegio l’interazione personale oramai decennale con il dr Sears.

Integrando le mie idee e la mia esperienza con tutto quello che ho appreso e apprendo quotidianamente dal dr Sears, ho sviluppato un mio sistema di “fare Zona”, che comprende l’integrazione tra nutrizione, coaching, attenzione particolare per gli aspetti emozionali della persona che seguo, ma tutto questo non si è MAI distanziato né potrà MAI distanziarsi dalle fondamenta (molto solide) della biochimica di partenza. A meno che un giorno non ci si renda conto di aver “preso un grosso granchio”. Resterebbe però difficile pensare come spiegare i grandi successi e risultati ottenuti fin qui.
Il pane è in Zona?

Pasta, pane e riso

In tutti questi anni, c’è un’unica cosa sulla quale non vi è mai stata possibilità di dubbio: l’uso dei carboidrati sfavorevoli.
Da SEMPRE e tutt’ora, il dr Sears consiglia (scherzosamente) di utilizzare alimenti come pane, pasta e riso nello stesso dosaggio con cui, nelle rispettive proporzioni, utilizzeremmo la stricnina!
Riporto le sue letterali parole.

Vi assicuro che le ho provate tutte per cogliere nelle sue parole anche una minima incertezza che lasciasse spazio a qualche libera interpretazione sul loro utilizzo.
Sono arrivata al punto di chiederglielo dopo ore di lavoro, anche a tarda notte: NULLA!
Quindi, a meno che un soggetto non sia geneticamente graziato e la sua risposta insulinica non sia bionica, per ora (ma temo che questa cosa non cambierà) niente da fare con i carboidrati sfavorevoli che quindi non possono essere ritenuti in Zona in NESSUN modo.

Perché tanto accanimento?

Perché la Zona è prima di tutto una strategia nutrizionale ad attività anti infiammatoria, poiché laddove si crea infiammazione non solo ci sarà la tendenza a formare massa grassa, ma anche all’instaurarsi di un terreno fertile per disturbi di vario tipo e varie patologie.
I carboidrati sfavorevoli contribuiscono a generare uno stato di infiammazione nel corpo che a lungo andare (nell’arco di anni e anni senza dare alcun segnale) porta a seri problemi di salute (nonché all’inesorabile aumento di massa grassa in coloro che non hanno una buona risposta insulinica).

Vorrei fare una riflessione sull’aspetto “silente”, “invisibile” dell’infiammazione..

Ci sono soggetti che sembrano essere le persone più belle e sane del mondo (vedi molti atleti di altissimo livello, o molte modelle belle come dee), che però anche se il loro aspetto appare incantevole e bello oltre ogni sospetto, risultano avere nel loro corpo un livello di infiammazione tale da portare, in minor tempo rispetto a quello previsto dalla natura, ad un decadimento delle prestazioni fisiche, mentali ed atletiche nel primo caso, e al progressivo “sfiorire” della bellezza con invecchiamento precoce nel secondo.
È come vedere delle scatole con un involucro meraviglioso e preziosissimo all’esterno, per poi scoprire che all’interno ciò che è contenuto si sta rapidamente deteriorando.

Cosa significa?

Se decidiamo di usarli in maniera “scriteriata”, di certo non moriremo all’istante, né il nostro nome verrà pubblicato sui giornali, ma non stiamo facendo del bene al nostro corpo e probabilmente non riusciremo MAI ad eliminare eventuale massa grassa in eccesso qualora fosse presente;
se li usiamo in quantitativi moderati e con molto criterio tenendo conto della nostra individuale tolleranza (sapendo che alcuni soggetti non se li possono proprio permettere), possiamo limitare molto i danni.

In entrambi i casi, però, dobbiamo essere CONSAPEVOLI che stiamo uscendo di Zona e quindi poi mettere in atto la strategia più efficiente per rientravi nel migliore dei modi…
Da questo deriva che chiunque tenti di raccontare la storia che in Zona la pasta o i carboidrati sono stati recentemente ammessi, non sta parlando della Zona intuita, studiata e perfezionata dal dr Sears, ma di un clone che non rispetta i PARAMETRI BASE della stessa strategia, intesa come la nutrizione anti infiammatoria per eccellenza, e serve solo a confondere le idee in ambito nutrizionale all’utente finale, che ha diritto di ricevere informazioni chiare e coerenti per poi decidere quale strada seguire. E sulla scelta di ogni persona su come nutrirsi, ovviamente massima libertà e rispetto nel momento in cui si ha la coscienza a posto sul fatto di aver fatto informazione cristallina.

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Il mio primo Audiolibro sulla Dieta Zona è su iTunes!

È uscito su iTunes (ma scaricabile anche su GoodMood e altri circuiti), il mio Audiolibro intitolato “La dieta Zona: subito in forma e per sempre“.
L’introduzione è stata fatta dal dr B. Sears, inventore della dieta Zona, mio maestro e co-autore nel libro “Il bello della Zona” (edito da Sperling&Kupfer), mentre io a mia volta ho collaborato alla stesura del suo ultimo libro “Magri per sempre” (Sperling&Kupfer). La presentazione dell’Audiolibro è invece di Claudio Belotti, mio Coach da più di 10 anni, nonché uno dei più famosi e richiesti Coach al mondo.

Audiolibro La Dieta Zona su iTunes

Per chi è l’Audiolibro

L’Audiolibro è rivolto a tutte le persone che vogliono avvicinarsi al mondo del benessere utilizzando lo strumento più semplice che abbiamo a disposizione: il cibo!
Non solo e sempre il cibo come “nemico” da tenere sotto controllo per dimagrire, ma un grande alleato per ritrovare forma fisica e mentale.
Ho cercato di spiegare in maniera semplice alcuni importanti concetti base che fanno comprendere la differenza tra la Zona e TUTTO quello che era stato fino a questo momento fatto e detto sulla nutrizione intesa solo dal punto di vista calorico.
Alla fine ho voluto dare alcune indicazioni per delle giornate tipo, per dare all’ascoltatore la possibilità di provare alcuni giorni “in Zona“, fermo restando che per ognuno di noi esiste una Zona “individuale” che deve essere ben identificata e personalizzata.

Buon ascolto!

Mi passi il sale per favore?

Una delle grandi “verità” nell’ambito della medicina cardiovascolare è che per prevenire ictus e morte cardiaca venga ridotto l’apporto di sale. Ma è vero? Una nuova analisi della letteratura esistente dalla Cochrane Library indica che questo potrebbe anche non essere la causa (1).

Analizzando un gran numero di studi pubblicati, i ricercatori sono giunti alla conclusione che non ci sono prove evidenti per sostenere l’idea che la restrizione di sale riduca le malattie cardiovascolari o tutti i casi di mortalità nelle persone con normale o alterata pressione sanguigna. Inoltre, si è scoperto che, riducendo l’assunzione di sale, si ottiene la diminuzione della pressione sanguigna, ma contemporaneamente aumenta il rischio di tutte le cause di morte nelle persone con insufficienza cardiaca congenita.

Se ciò non bastasse, un articolo riportato nel Journal of American Heart Association del 4 maggio ha rilevato che bassi livelli di sale aumentano il rischio di morte per attacchi di cuore ed infarti, mentre non viene ridotta la pressione arteriosa (2). Questo studio è stato fatto su popolazione europea di mezza età, seguita per quasi otto anni. Durante questo periodo, è risultato che meno sale era stato consumato, più elevato era stato il tasso di mortalità per malattie cardiache.
Inutile dire che l’American Heart Association (le stesse persone che consigliano di mangiare un sacco di grassi omega-6) ha reagito in maniera violentissima.
Ma qual è il motivo per cui la restrizione dell’utilizzo del sale dovrebbe portare ad un aumento degli attacchi di cuore?

La ragione può essere dovuta a una maggiore insulino-resistenza indotta dalla restrizione di sale (3). L’insulino-resistenza aumenta i livelli di insulina e, se questo è combinato con un maggiore consumo di acidi grassi Omega 6 (ricordate l’American Heart Association), questo rappresenta il miglior metodo per produrre più acido arachidonico.
Sono gli eicosanoidi pro infiammatori che derivano dall’acido arachidonico che causano l’infiammazione della parete arteriosa che porta poi ad un attacco di cuore.
Ciò non significa che alcune persone non siano sensibili al sale (gli afro-americani per esempio lo sono molto), quanto piuttosto che, come al solito, si tratta di una questione di equilibrio.
Abbiamo la necessità di sodio, ma è anche necessario del potassio per bilanciarlo.
È stato confermato da un recente studio della Harvard Medical School che maggiore è il rapporto sodio-potassio nel sangue, maggiore è la probabilità di mortalità per incidente cardiovascolare (4).

La connessione alle morti per incidente cardiovascolare è risultata molto maggiore con un alto rapporto sodio-potassio piuttosto che con un elevato livello del solo sodio.
Inserire sodio nella nostra alimentazione è semplice (aggiungendo il sale sulle pietanze), ma avere adeguate quantità di potassio significa dover mangiare tanta frutta e verdura.

Quindi, piuttosto che restringere la quantità di sale o assumere dei diuretici per diminuire i livelli di sodio nel corpo, pensate a mangiare più frutta e verdura, qualora il vostro obiettivo sia quello di ridurre l’eventualità di un incidente cardiovascolare.
Inoltre, ignorate il suggerimento dell’American Heart Association ed assumete più Omega 3 e meno Omega 6.

Pubblicato originariamente da Barry Sears.

Il commento di Daniela Morandi

Come al solito, alla fine risulta sempre che qualsiasi approccio “curativo” portato all’estremo crea dei danni.
La natura continua ad insegnarci che il segreto perché tutto funzioni in armonia è costituito dall’equilibrio.
E’ anche vero che non bisogna mai generalizzare troppo le informazioni dimenticando che ognuno di noi è un mondo a se’ e che ciò che può funzionare su 9 soggetti, potrebbe essere un disastro anche per uno solo.
Questa è una realtà che tocco con mano ogni singolo giorno quando confronto le diverse reattività delle persone nei confronti di alcuni alimenti ed in particolare dei carboidrati per ciò che riguarda la risposta glicemica: se dovessi soffermarmi ai dati generali e alle mere regole della biochimica, andrei poco lontano.
Comunque sia, qualsiasi sia la ricerca fatta, credo che l’atteggiamento più corretto sia sempre quello di prendere in seria considerazione ciò che viene comunicato, ma soprattutto valutare la reazione sul singolo individuo senza dare niente per garantito solo perché lo dice “la scienza”.

Riferimenti Bibliografici

  1. Taylor, RS, Ashton KE, Moxham T, Hooper L and Ebrahim S. “Reduced dietary salt for the prevention of cardiovascular disease.” Cochrane Database of Systematic Reviews DOI: 10.1002/14651858.CD009217 (2011)
  2. Stolarz-Skrzypek K, Kuznetsova T, Thijs L, Tikhonoff V, Seidlerova J, Richart T, Jin Y, Olszanecka A, Malyutina S, Casiglia E, Filipovsky J, Kawecka-Jaszcz K, Nikitin Y, and Staessen JA. “Fatal and nonfatal outcomes, incidence of hypertension, and blood pressure changes in relation to urinary sodium excretion.” JAMA 305: 1777-1785 (2011)
  3. Alderman MH. “Evidence relating dietary sodium to cardiovascular disease.” J Am Coll Nutr 25: 256S-261S (2006)
  4. Yang Q, Liu T, Kuklina EV, Flanders WD, Hong Y, Gillespie C, Chang M-H, Gwinn M, Dowling N, Khoury MJ, and Hu FB. “Sodium and potassium intake and morality among US adults.” Arch Intern Med 171: 1183-1191 (2011)

Il dr. Barry Sears intervistato al NBC’s Daytime Show.

Dopo Oprah, Jay Leno e Donald Trump, anche il dr. Barry Sears viene intervistato al NBC’s Daytime Show.
Ecco il video di 5 minuti da scaricare, con alcune considerazioni sull’obesità in America.
Il dr. Sears, come al solito con pochissimi ed estremamente chiari concetti, riesce a mettere in evidenza le cause principali dell’epidemia di obesità che sta travolgendo il sistema sanitario americano e presto travolgerà anche il nostro, a causa dell’elevato costo sociale delle malattie correlate all’eccesso di massa grassa e all’infiammazione che porta all’instaurarsi di patologie croniche, come ad esempio il diabete.

Non basta aumentare l’esercizio

Il concetto estremamente rivoluzionario è dato dal fatto che per combattere l’obesità non basta aumentare l’esercizio fisico e mangiare di meno. E tantomeno eliminare i grassi dalla nostra alimentazione. Anzi…
Il problema è causato da uno sbilanciamento del tipo dei grassi nella nostra dieta: i grassi Omega 6 (che si trovano negli oli di semi vegetali) sono in grado di attivare i geni che creano infiammazione nel nostro corpo  e non solo causano l’ingrassamento, ma ci mantengono grassi.
I grassi Omega 3, che troviamo nel pesce e nell’olio di pesce, disattivano il meccanismo infiammatorio.

I consigli

Il primo consiglio è quindi quello di eliminare dalla nostra tavola gli oli vegetali e preferire l’olio extra vergine di oliva e… eventualmente il burro. Si, il burro perché non causa infiammazione!
La seconda buona regola è quella di evitare tutti i cibi eccessivamente lavorati ed elaborati a livello industriale, preferendo i cibi semplici e naturali.
La terza regola è quella di evitare le zone centrali dei supermercati, dove normalmente vengono riposti i cibi più pericolosi per l’infiammazione come i carboidrati raffinati.
Preferire frutta e verdura, che andranno bene anche surgelati.

Semplice, no?
In fondo, sono poche regole per evitare una situazione davvero pericolosa ed irreversibile che sembra essere dietro alla porta anche per noi…

Spegnere le Luci per perdere peso

Originalmente pubblicato dal dr. Barry Sears il: 7 Febbraio 2011

Barry Sears, l'inventore della strategia nutrizionale ZonaHo spesso affermato che la perdita di peso sia molto più complicata del semplice “mangiare meno e fare più esercizio fisico”. Le nuove ricerche mostrano come le complicanze legate all’aumento di peso dipendano dai ritmi circadiani.
Il nostro cervello, e di fatto tutte le nostre cellule, sono programmati per funzionare su un ciclo di 24 ore che ci aiuta ad ottimizzare funzioni essenziali (quali dormire e mangiare) per vivere.
C’è un orologio centrale nel nostro cervello che risponde agli stimoli di luce e tenebre rilasciando un ormone chiamato melatonina. La melatonina, così come altri ormoni, predispone le singole cellule nei diversi organi e tessuti ad uno stimolo anticipato, che permette a questi stessi organi di rispondere rapidamente agli stimoli nel modo più efficiente possibile.
L’adipe è uno di questi tessuti. Per questo motivo l’assorbimento ed il rilascio di acidi grassi da parte del tessuto adiposo sono fortemente influenzati dal ritmo circadiano (1). Un ormone che viene rilasciato esclusivamente dalle cellule adipose è la Leptina. Leptina e Grelina (l’ormone della fame rilasciato dall’intestino) sono sotto controllo circadiano (2).

Il dato di fatto è che più i nostri cicli luce/tenebra diventano distorti, più gli ormoni che influenzano il nostro appetito vengono condizionati sfavorevolmente. È risaputo che i soggetti che soffrono d’insonnia presentano maggiori fenomeni di infiammazione (3) e anomalie nella metabolizzazione del glucosio (4).

Le ultime ricerche mostrano come un aumento di luce nel normale ciclo di sonno dei topi aumenti il loro peso e la loro massa grassa. La cosa peggiore è che basta un minimo aumento di luce nel normale ciclo del sonno per far aumentare il peso negli animali. Più è intenso il livello di luce durante il normale ciclo di sonno e più cresce l’aumento di peso.

Questo vale anche per gli esseri umani, così come è stato discusso online in un’anteprima che verrà pubblicata nel marzo 2011 nel Journal of Endocrinology and Metabolism (6). In questo studio i soggetti sono stati esposti ad un leggero aumento di luce (circa la metà dell’ intensità della tipica illuminazione da ufficio) per le 8 ore precedenti alla normale ora in cui si coricavano; il rilascio di melatonina in questo modo sarebbe stato completamente soppresso per circa 90 minuti dopo che i soggetti si erano addormentati.
Proprio come osservato con i topi, se la luce era accesa anche solo leggermente mentre i soggetti dormivano, i loro livelli di melatonina si abbassavano del 50%. Meno melatonina viene rilasciata durante il sonno, più il grasso corporeo viene accumulato.

Ciò porta ad un’interessante riflessione. È risaputo che una prolungata esposizione alla tv ed utilizzo del personal computer portano ad un aumento di peso. Si è sempre pensato che ciò fosse dovuto alla carenza di esercizio fisico che tali attività comportano. Questi nuovi dati suggeriscono invece che non è la mancanza di attività fisica a condizionare l’aumento di peso bensì l’alterazione dei ritmi circadiani. È difficile fare esercizio al buio ma sicuramente si può dormire meglio e dimagrire tenendo le luci spente.

Il commento di Daniela Morandi

Daniela MorandiQueste sono riflessioni di fondamentale importanza in un’epoca storica in cui la dipendenza da tv o -peggio – da computer e tablets fino a tarda ora è oramai diffusissima. E’ chiaro che ci sono soggetti più sensibili degli altri, ma vale la pena soffermarsi a pensare che molto spesso i tanti sforzi che alcune persone fanno per dimagrire assumendo delle abitudini alimentari corrette, vengono parzialmente annullati da altre abitudini errate.

Se può risultare fattibile l’abbandono del lavoro al computer, in effetti risulta difficile separarci anche dalla visione della tv: c’è solo da sperare che il gesto di spegnere tutte le luci lasciando come fonte di illuminazione il solo video possa in parte graziarci da tale ingrato destino.

Riferimenti Bibliografici

  1. Bray MS and Young ME. “Circadian rhythms in the development of obesity: potential role for the circadian clock within the adipocyte.” Obesity Rev 8: 169-181 (2006)
  2. Karla SP, Bagnasco M, Otukonyong EE, Dube MG, and Kalra PS. Rhythmic, reciprocal ghrelin and leptin signaling: new insight in the development of obesity.” Regulatory Peptides 111: 1-11 (2003)
  3. Vgontzas AN, Papanicolaou DA, Bixler EO, Kales A, Tyson K, and Chrousos GP. “Elevation of plasma cytokines in disorders of excessive daytime sleepiness.” J Clin Endocrinol Metab 82: 1313-1316 (1997)
  4. Spiegel K, Leproult R, and Van Cauter E. “Impact of sleep debt on metabolic and endocrine function.” Lancet 354: 1435-1439 (1999)
  5. Fonken LK, Workman, JL, Walton JC, Weil ZM, Morris JS, Haim A, and Nelson RJ. “Light at night increases body mass by shifting the time of food intake.” Proc Natl Acad Sci USA 107: 18664-18669 (2010)
  6. Gooley JJ, Chamberlain K, Smith KA, Shalsa SBS, Rajaatnam SMW, van Reen E, Zeitzer JM, Czeisler CA, and Lockley SW. “Exposure to room light before bedtime suppresses melatonin onset and shortens melatonin duration in humans.” J Clin Endocrino Metabol doi:10.1210/jc.2010-2098.

Ecco il mio nuovo sito

Dottoressa Daniela Morandi, Dieta Zona
Sono molto felice di partire con questa nuova avventura!
Il mio nuovo sito nasce dal sincero desiderio di condividere quanto imparato in questi anni di consulenza nell’ambito della Zona, durante i quali ho avuto (e ho tutt’ora) la preziosa opportunità di apprendere moltissimo dal suo inventore, il dr. Barry Sears.

Proprio per questo il sito prevede:

  1. Una sezione di informazione generale sulla Zona
  2. Un Blog dove condividerò esperienze, consigli e talvolta alcuni articoli tradotti da scritti di Barry Sears
  3. Un’area riservata con ricette in Zona che ho sviluppato per rendere la Zona più piacevole, così come la intendo io!

Con grande piacere segnalo anche la mia nuova pagina Facebook dove condividerò news e articoli sulla Zona!

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