La massa grassa non è solo un numero

Perché noi non siamo solo numeri!

Via mail, e ora anche su Facebook, mi chiedono spesso suggerimenti su come identificare il proprio peso ideale.
Purtroppo nessuno è in grado di stabilire “a distanza” il peso ideale o meglio la percentuale di massa grassa ideale di un soggetto, e i motivi sono diversi.

Peso e Massa Grassa

Cominciamo a distinguere tra peso e massa grassa.
Il peso è dato dalla somma di massa grassa e massa magra di una persona.
La massa magra (essendo composta dalle ossa, dagli organi, dai muscoli e dai liquidi), è quella che “incide” maggiormente sulla bilancia, soprattutto a causa del rapido transito dei liquidi.
Faccio un esempio: un maratoneta che corre per ore, alla fine avrà una variazione di peso notevole causata soprattutto dalla perdita di liquidi. Tale perdita non può essere definita un dimagrimento, anche se la bilancia è scesa. Nel giro di poco tempo inoltre, tale peso perso verrà recuperato grazie alla reidratazione.
La massa grassa, invece, è costituita dallo strato di “gommapiuma” che riveste il nostro corpo e ha anche il compito di proteggerlo da eventuali traumi provenienti da incidenti o cose simili.

Bilancia e taglie

La massa grassa incide molto poco sulla bilancia, mentre influisce sulle taglie che noi indossiamo. Per perdere (ma anche per formare) massa grassa serve più tempo rispetto a quanto detto per i liquidi. Quando dimagriamo è quindi corretto analizzare COSA è andato perso. Acqua? Muscolo? Grasso? Per capire questo non basta pesarsi ma è necessario calcolare la variazione delle due masse prima e dopo la dieta.
Se si attua una dieta (ma soprattutto la Zona) senza una adeguata personalizzazione e senza essere adeguatamente monitorati, è spesso facile incappare in rapide perdite di peso (sulla bilancia) che però il più delle volte sono a carico (ahimè) della massa magra e poco di quella grassa. Questo avviene perché attivare il corretto meccanismo di consumo del grasso senza ricadere nella trappola della perdita della massa magra, non è poi così semplice.

Oltre i blocchi

Non è SOLO una questione di calcolo di numero dei blocchi. Vi è un mondo oltre a questo semplice gesto. Serve competenza, esperienza e soprattutto grande precisione nel bilanciamento dei macronutrienti. Effettuare la sostituzione dei carboidrati sfavorevoli con quelli favorevoli è un gioco molto più complesso di quello che sembra, soprattutto perché è indispensabile farlo con una precisione tale da escludere che si possano (a lungo termine) instaurare processi di “recupero” degli zuccheri persi da parte del cervello, che porterebbero a veri e propri raptus nei confronti dei carboidrati.
In secondo luogo, una volta trovato il giusto bilanciamento dei macronutrienti, ognuno di noi deve fare i conti con alcune caratteristiche individuali.

La reattività glicemica

La caratteristica individuale principale è la reattività glicemica: c’è chi è fortunato e sopporta meglio i carboidrati, chi lo è meno e quindi dovrà essere molto più “disciplinato” nel seguire la Zona e dovrà anche “accontentarsi” di una percentuale di massa grassa compatibile con tale risposta glicemica che fa i “capricci”.
Altro fattore: lo stress. Le persone che reagiscono male allo stress, sono quei soggetti che veramente ingrassano a causa del cortisolo prodotto in momenti particolare “pressione” mentale o fisica, pur seguendo un regime alimentare corretto. Il cortisolo è legato all’Insulina ed è così che succede il guaio sulla massa grassa che tenderà ad aumentare. Lo stesso discorso vale anche per chi dorme poche ore.
A questo proposito vi segnalo questo bellissimo articolo, tradotto da materiale originale del dr. Sears.

Altri fattori

Un altro fattore è dato dalle condizioni di vita: se una persona conduce una vita complessa in quanto a orari, occasioni sociali, situazioni familiari etc., non può aspettarsi di ottenere gli stessi risultati di chi ha la fortuna di avere una vita regolare, ma certamente sarà grato alla Zona perché da essa trarrà l’energia e la lucidità per affrontare situazioni così complicate.
Poi c’è “madre natura”: non sempre possiamo diventare ciò che vorremmo. La genetica e la struttura anatomica hanno la loro importanza, per questo è fondamentale saper riconoscere ed accettare i propri limiti senza porsi mete irrealizzabili che ci lascerebbero pieni di insoddisfazione.
Infine vi è ovviamente da considerare se un soggetto fa o meno attività fisica. Ma su questo argomento specifico ritornerò in futuro con alcune nuove notizie.

Concludendo

Da tutto quanto detto, credo sia chiaro che stabilire la massa grassa ideale di una persona sia un lavoro che richiede molte valutazioni e anche un continuo interscambio con il professionista: occorre comprendere insieme qual è la strada (e quindi la meta) più giusta non solo per ottenere il risultato, ma per mantenerlo in maniera definitiva!
La domanda da farti prima di affidarti a banali formule su Internet è: quali dei fattori elencati pensi siano più influenti nel tuo caso?

Daniela Morandi P.IVA 02249850302 - Copyright 2006 - 2020 - Comunicazioni - Privacy Policy