VIDEO – Il dr Barry Sears e i carboidrati sfavorevoli

Ecco una mia video-intervista al dr Barry Sears circa la possibilità di utilizzare pane, pasta e riso e quei carboidrati che lui chiama “bianchi” come parte della strategia nutrizionale Zona:

Pasta, Riso e Pane non sono in Zona

Le scorse settimane ho passato alcuni giorni assieme al dr Sears, che si trovava qui in Italia. Tutte le volte che passo del tempo con lui, ho la straordinaria opportunità di imparare cose nuove, confrontarmi su mie idee e progetti nuovi, e soprattutto scoprire se si è scoperto qualcosa che possa migliorare ancora di più la qualità di vita di chi segue la Zona.

La scienza della nutrizione, così come la Zona che si basa su solidi principi biochimici, sono sempre in evoluzione grazie alla costante ricerca ed è per questo che ritengo una grande fortuna e un privilegio l’interazione personale oramai decennale con il dr Sears.

Integrando le mie idee e la mia esperienza con tutto quello che ho appreso e apprendo quotidianamente dal dr Sears, ho sviluppato un mio sistema di “fare Zona”, che comprende l’integrazione tra nutrizione, coaching, attenzione particolare per gli aspetti emozionali della persona che seguo, ma tutto questo non si è MAI distanziato né potrà MAI distanziarsi dalle fondamenta (molto solide) della biochimica di partenza. A meno che un giorno non ci si renda conto di aver “preso un grosso granchio”. Resterebbe però difficile pensare come spiegare i grandi successi e risultati ottenuti fin qui.
Il pane è in Zona?

Pasta, pane e riso

In tutti questi anni, c’è un’unica cosa sulla quale non vi è mai stata possibilità di dubbio: l’uso dei carboidrati sfavorevoli.
Da SEMPRE e tutt’ora, il dr Sears consiglia (scherzosamente) di utilizzare alimenti come pane, pasta e riso nello stesso dosaggio con cui, nelle rispettive proporzioni, utilizzeremmo la stricnina!
Riporto le sue letterali parole.

Vi assicuro che le ho provate tutte per cogliere nelle sue parole anche una minima incertezza che lasciasse spazio a qualche libera interpretazione sul loro utilizzo.
Sono arrivata al punto di chiederglielo dopo ore di lavoro, anche a tarda notte: NULLA!
Quindi, a meno che un soggetto non sia geneticamente graziato e la sua risposta insulinica non sia bionica, per ora (ma temo che questa cosa non cambierà) niente da fare con i carboidrati sfavorevoli che quindi non possono essere ritenuti in Zona in NESSUN modo.

Perché tanto accanimento?

Perché la Zona è prima di tutto una strategia nutrizionale ad attività anti infiammatoria, poiché laddove si crea infiammazione non solo ci sarà la tendenza a formare massa grassa, ma anche all’instaurarsi di un terreno fertile per disturbi di vario tipo e varie patologie.
I carboidrati sfavorevoli contribuiscono a generare uno stato di infiammazione nel corpo che a lungo andare (nell’arco di anni e anni senza dare alcun segnale) porta a seri problemi di salute (nonché all’inesorabile aumento di massa grassa in coloro che non hanno una buona risposta insulinica).

Vorrei fare una riflessione sull’aspetto “silente”, “invisibile” dell’infiammazione..

Ci sono soggetti che sembrano essere le persone più belle e sane del mondo (vedi molti atleti di altissimo livello, o molte modelle belle come dee), che però anche se il loro aspetto appare incantevole e bello oltre ogni sospetto, risultano avere nel loro corpo un livello di infiammazione tale da portare, in minor tempo rispetto a quello previsto dalla natura, ad un decadimento delle prestazioni fisiche, mentali ed atletiche nel primo caso, e al progressivo “sfiorire” della bellezza con invecchiamento precoce nel secondo.
È come vedere delle scatole con un involucro meraviglioso e preziosissimo all’esterno, per poi scoprire che all’interno ciò che è contenuto si sta rapidamente deteriorando.

Cosa significa?

Se decidiamo di usarli in maniera “scriteriata”, di certo non moriremo all’istante, né il nostro nome verrà pubblicato sui giornali, ma non stiamo facendo del bene al nostro corpo e probabilmente non riusciremo MAI ad eliminare eventuale massa grassa in eccesso qualora fosse presente;
se li usiamo in quantitativi moderati e con molto criterio tenendo conto della nostra individuale tolleranza (sapendo che alcuni soggetti non se li possono proprio permettere), possiamo limitare molto i danni.

In entrambi i casi, però, dobbiamo essere CONSAPEVOLI che stiamo uscendo di Zona e quindi poi mettere in atto la strategia più efficiente per rientravi nel migliore dei modi…
Da questo deriva che chiunque tenti di raccontare la storia che in Zona la pasta o i carboidrati sono stati recentemente ammessi, non sta parlando della Zona intuita, studiata e perfezionata dal dr Sears, ma di un clone che non rispetta i PARAMETRI BASE della stessa strategia, intesa come la nutrizione anti infiammatoria per eccellenza, e serve solo a confondere le idee in ambito nutrizionale all’utente finale, che ha diritto di ricevere informazioni chiare e coerenti per poi decidere quale strada seguire. E sulla scelta di ogni persona su come nutrirsi, ovviamente massima libertà e rispetto nel momento in cui si ha la coscienza a posto sul fatto di aver fatto informazione cristallina.

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