Solo frutta e verdura? Attenti ai FODMAP

Per la maggior parte di noi settembre significa la fine delle vacanze e in un qualche modo l’inizio di una nuova stagione sia dal punto di vista professionale che personale.

Settembre è un po’ come l’inizio dell’anno nuovo: buoni propositi, impegno di prendersi cura di noi stessi dopo i mesi estivi caratterizzati tipicamente da molte uscite, vita sociale intensa, ed una maggiore difficoltà a tenere sotto controllo le nostre abitudini di vita e soprattutto la nostra disciplina a tavola.

D’altra parte le vacanze sono vacanze ed è giusto che ognuno le viva come meglio crede senza doversi preoccupare durante questa piccola parentesi dell’anno di niente altro che rilassarsi, divertirsi e circondarsi di persone belle.

Per tutti quelli che hanno esagerato durante l’estate e a settembre si ritrovano a fare i conti con i vestiti autunnali che non entrano più, il più delle volte la soluzione d’emergenza sembra essere quella di digiunare o di nutrirsi solo di frutta e verdura, o anche solo di verdura nella speranza di recuperare immediatamente i danni fatti.

Non smetterò mai di dire che nel momento in cui riusciamo ad adottare uno stile di vita corretto dal punto di vista nutrizionale, gli eventuali danni fatti durante le vacanze o un weekend non saranno mai rilevanti: e infatti in questo caso prevarrà quello che noi facciamo la maggior parte del nostro tempo piuttosto che le eventuali trasgressioni limitate ad un periodo più breve.

Frutta e verdura

Comunque sia, passare intere giornate a nutrirsi solo di verdura oppure verdura e frutta non solo non è corretto da un punto di vista nutrizionale biochimico, ma a volte potremmo addirittura ritrovarci con degli antiestetici ed antipatici gonfiori addominali che molto spesso imputiamo alle fibre senza invece renderci conto che la questione è molto più complessa.

Il problema infatti potrebbe essere causato dai FODMAP, che sono dei carboidrati che per alcune persone risultano poco metabolizzabili o possono diventare poco metabolizzabili qualora se ne consumino in eccesso.

Andiamo per ordine.

Che cosa sono:

FODMAP è un acronimo riferito a oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili.

Questi sono nomi complessi per un gruppo di molecole che si trovano nel cibo, che possono essere poco assorbiti da alcune persone.

Quando le molecole vengono assorbite malamente nel piccolo intestino del tratto digestivo, queste continuano il loro viaggio lungo il tratto digestivo arrivando fino al grande intestino, dove diventano fonte di nutrimento per i batteri che vivono lì normalmente. I batteri quindi digeriscono per fermentazione questi FODMAP causando dei sintomi come la sindrome da colon irritabile, gonfiore, dolori addominali etc…

Quali sono:

Fruttosio (mele, pere, mango, melone, miele, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio etc )

Lattosio (latte, gelato, crema, dessert a base di latticini, latte condensato, latte in polvere, yogurt, formaggi soffici)

Fructani (carciofi, porri, scalogno tutti i tipi di cipolle, aglio, lievito in alta quantità, segale, orzo, inulina)

Galattani (fagioli, lenticchie, legumi, soia, ceci)

Polioli (sorbitolo, mannitolo, xilitolo, maltitolo, frutto con nocciolo tipo avocado, albicocca, ciliegie, pesche, prugne, funghi).

I FODMAP sono osmotici, quindi richiamano liquidi dentro al tratto intestinale, possono non essere digeriti o assorbiti bene e, se mangiati in eccesso, possono causare fermentazione e molto gonfiore.

Teniamo presente che molto spesso anche i disturbi causati da alimenti contenenti glutine, non devono essere associati al glutine stesso quanto piuttosto ai FODMAP contenuti nei cibi stessi.

Ovviamente non è semplice limitare tutti questi alimenti contemporaneamente, ma quello che è evidente che l’ultima cosa da fare per sentirsi alleggeriti, sia quella di mangiare solo delle grandi insalate a scapito di altri macro nutrienti come le proteine e grassi.

Cerchiamo di elencare per categoria i cibi invece poveri di FODMAP.

Carne, pollame, pesce e uova: manzo, pollo, tonno in scatola, albume d’uovo, pesce in genere, agnello, maiale, crostacei, tacchino, affettati.

Latticini: latticini senza lattosio e- in piccole quantità-, formaggi cremosi, parmigiano, mozzarella, emmenthal.

Carboidrati “sfavorevoli” tutto ciò che è senza lievito e senza glutine.

In questo caso però ricordiamoci che se con questi alimenti evitiamo i FODMAP, comunque sia utilizziamo nutrienti ad altissimo indice glicemico, con conseguenze importanti sulla nostra glicemia e conseguente risposta insulinica.

Frutta: frutti di bosco, pompelmo, kiwi, kumquat, limone, lime, mandarino, arancio, frutto della passione, ananas, mandarino e poi banane, melone e uva che però sono ad alto indice glicemico.

Verdure: cetrioli, sedano, melanzane, pomodori, zucchine e poi carote, zucca e patate che hanno alto indice glicemico.

Condimenti: la maggior parte delle spezie, erbe aromatiche, brodo fatto in casa, burro, polvere di aglio, olive, maionese, polvere di cipolla, olio di oliva, pepe, sale, senape, salsa di soia, aceto e aceto balsamico.

Bevande : Caffè, tè.

Una cosa importante da ricordare è che i FODMAP hanno anche diversi effetti benefici.

L’inulina e i “GOS” galatto oligo saccaridi, sono pregiati prebiotici che stimolano la crescita dei batteri “buoni” nell’intestino.

Per questo motivo è importante ricordare che l’eliminazione dei FODMAP non deve essere intesa come abitudine di vita, quanto piuttosto un percorso limitato nel tempo qualora ci dovessimo sentire appesantiti e gonfi o anche nei casi in cui sia nostra abitudine mangiare costantemente grandi quantità di frutta verdura.

Cestino frutta e verdura

Quello che si consiglia è di farci aiutare da un nutrizionista a eliminare per alcune settimane gli alimenti ricchi di FODMAP che ci rendiamo di utilizzare con normalità, per poi reintrodurli uno per volta cercando di capire quale sia quello che male assorbiamo.

A questo punto essendo chiaro che nutrendoci solo di frutta e verdura o solo di verdura non solo non otterremo nulla, ma potremmo rischiare di sentirci persino peggio di quanto ci si possa sentire dopo un periodo di “anarchia nutrizionale da vacanze”, cerchiamo un sistema semplice ma ormonalmente e biochimicamente corretto per iniziare l’autunno e affrontare un altro anno ricco di impegni.

Ecco alcune indicazioni generali che tengono conto non solo della limitazione dei FODMAP ma anche dell’uso di nutrienti a basso indice glicemico. Accresce

COLAZIONE :

apporto di proteine derivanti da : affettato di pollo, tacchino, oppure formaggi privi di lattosio o ancora frittate ed omelette fatte con albume d’uovo.

Tè o caffè oppure latte privo di lattosio, latte di riso, latte di mandorle.

Apporto di carboidrati favorevoli come : frutti di bosco, pompelmo kiwi, ananas, arancia.

Apporto di grassi: dalle olive

PASTI PRINCIPALI:

apporto di proteine derivanti da : pollo, tacchino, maiale, albume d’uovo, manzo, tonno in scatola, pesce in genere, formaggi senza lattosio e una volta alla settimana mozzarella e parmigiano.

Apporto di carboidrati da verdure come: cetrioli, sedano, melanzane, lattuga, zucchine, pomodori, spinaci, fagiolini, peperoni.

Apporto di carboidrati da frutta come: frutti di bosco, pompelmo, kiwi, mandarino, arancia e ananas.

Apporto di grassi: olio di oliva.

Possiamo usare come condimenti sale, pepe, senape, salsa di soia, aceto, aceto balsamico, le spezie e le erbe aromatiche.

È ovvio che la quantità e le proporzioni biochimiche tre macro nutrienti dovranno essere adattate alle singole persone e alle singole casistiche.

Questo comunque non è un sistema nutrizionale quanto piuttosto la possibile soluzione a dei fenomeni di gonfiore e malessere poco spiegabili.

10 consigli evergreen salva linea

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1. Gli alimenti che noi utilizziamo, oltre che un valore calorico, hanno un impressionante impatto a livello biochimico e ormonale sul nostro organismo.

Questo significa che le calorie che noi introduciamo nel nostro organismo possono avere degli effetti completamente diversi a seconda della fonte da cui le prendiamo.

  • Le calorie che assumiamo con le proteine agiscono sul l’ormone glucagone e sono principalmente destinate a formare la massa magra dando inoltre senso di sazietà;
  • Le calorie che assumiamo dai carboidrati agiscono sull’ormone insulina che è vitale perché nutre le nostre cellule;
  • Le calorie che assumiamo dai grassi (quelli polinsaturi sono i migliori), sono importanti perché costituiscono i “mattoncini” che andranno a formare gli Eicosanoidi, ormoni che regolano l’equilibrio tra un processo infiammatorio e la sua risoluzione.

È evidente che pensare al cibo solo come una somma di calorie da sottrarre al conteggio (teorico) del nostro consumo metabolico è a dire poco riduttivo ed inesatto.

2. Dobbiamo fare attenzione al fatto che se noi assumiamo i macronutrienti in maniera scorretta, ciò che succede non è la migliore delle ipotesi citata precedentemente, bensì la peggiore.

  • Da un uso scorretto delle proteine possiamo ricavarne la formazione di massa grassa;
  • Da un uso inadeguato dei carboidrati (e ovviamente ciò è legato alla nostra risposta glicemica individuale) ne ricaviamo sempre formazione di massa grassa e attiviamo il processo di infiammazione cellulare;
  • Da un uso inadeguato dei grassi possiamo ottenere un esubero calorico ed un uso eccessivo dei grassi saturi con pesanti conseguenze sulla nostra salute.

3. Se noi ci limitiamo a fare il conteggio delle calorie che assumiamo in un pasto o in un giorno, facciamo un errore strategico fondamentale che può spiegare il motivo per cui molto spesso vengono mangiate molte calorie ma continuiamo ad avere fame.

Se infatti assumiamo 2000 calorie da fonti che per reattività ormonale stimolano eccessivamente l’insulina come ad esempio i dolci, pasta, riso, il pane e la focaccia entro breve avremo nuovamente fame e sentiremo la necessità di mangiarne ancora. Mi capita spesso di sentire le persone che mi dicono che non mangiano un biscotto, ma che se aprono una scatola di biscotti la mangiano per intero senza la capacità di fermarsi. Al contrario, se noi utilizziamo per esempio 1200 calorie derivanti da un alimento o più alimenti che danno il senso della sazietà perché agiscono correttamente sugli ormoni insulina, glucagone ed eicosanoidi, pur avendo un apporto calorico minore in realtà sarò molto più sazio. Questa cosa è particolarmente vera e riscontrabile nel caso dei carboidrati

4. Cerchiamo di prendere la fonte dei nostri zuccheri possibilmente dalla verdura e un quantitativo di frutta adatto alla nostra risposta glicemica.

Ipotizziamo di assumere 400 calorie da una fonte di carboidrati ad alto indice glicemico come per esempio le gallette di riso, le sfogliatine, il pane. Ciò che accadrà è che mio senso di sazietà durerà molto poco e mi sentirò anche stanco fisicamente con poca concentrazione. Se invece quelle stesse calorie io le assumo da un mix di verdura e frutta, il senso di sazietà durerà molto più a lungo, la quantità stessa di cibo che posso utilizzare sarà maggiore, e inoltre percepirò grande energia fisica e molta efficienza mentale.

5. Le calorie che derivano dai grassi contribuiscono a darci il senso di sazietà grazie alla loro attività ormonale che agisce sul senso della fame. Se vi trovate a voler fare un aperitivo, cercate di evitare cose come le patatine, la pizza, la focaccia, o anche solo la frutta.

Se non siete particolarmente amanti della verdura da sentirvi gratificati nel mangiare un pinzimonio accompagnato al vostro aperitivo (siamo in vacanza, qualcosa cielo concediamo!!!!!!), cercate delle olive o delle noccioline che essendo fonti di grassi contribuiranno a darvi senso di sazietà e contemporaneamente a rallentare l’assorbimento dei carboidrati dell’aperitivo. Un altro sistema prevede di associare all’aperitivo comunque una fonte proteica come del prosciutto, del formaggio o tutte le altre proteine facilmente reperibili in quelle occasioni. Anche le proteine infatti, ci danno sazietà e inoltre dal punto di vista ormonale controbilanciano l’effetto dell’insulina.

6. Parliamo di gelati…Gelati alla frutta e ghiaccioli non sono affatto “dietetici”

Il gelato alla frutta infatti oltre allo zucchero presente nelle basi del gelato, contiene anche gli zuccheri della frutta. La cosa positiva è che comunque vi è del latte che grazie ad un modesto apporto di proteine grassi un po’ rallenta l’assorbimento dei suddetti zuccheri. I ghiaccioli sono invece autentiche endovene di zucchero con altissimo indice glicemico che la nostra risposta insulinica, se vogliamo mantenere la linea, non gradirà affatto. In realtà è molto meglio utilizzare gelati alle creme possibilmente fatti non partendo dalle basi già preparate contenenti moltissimo zucchero, ma con alimenti sani come il latte, le uova, eccetera.

7. Rispettiamo il nostro cervello anche in vacanza: deve essere nutrito con costanza e gli zuccheri giusti. Saltare i pasti crea i presupposti per eccedere con gli alimenti sbagliati alla prima occasione.

Anche se noi siamo in vacanza, il nostro cervello ha il compito di presiedere coordinare tutte le nostre attività vitali e quindi deve essere nutrito. Se noi iniziamo a saltare i pasti, tutto quello che otteniamo nell’arco del tempo più o meno lungo, è che poi ci troveremo ad eccedere nelle occasioni come gli aperitivi o le cene con gli amici convinti che la nostra sia golosità e piacere nel condividere la tavola con gli altri. È importante che ci ricordiamo che tutte le volte che noi non nutriamo adeguatamente il nostro cervello, alla prima buona occasione il cervello farà in modo di riprendersi ciò che gli è mancato e quindi, banalmente, anziché un bicchiere di vino ne beviamo tre (il vino è comunque fonte di zuccheri), o anziché mangiare un pezzo di focaccia, che sarebbe sufficiente per la nostra soddisfazione, né mangiamo quattro perché dobbiamo anche restituire al cervello ciò che non gli abbiamo dato precedentemente. Avete presente come ci comportiamo facendo la spesa affamati o invece facendola dopo aver mangiato? Siamo sempre noi, ma nel primo caso diciamo che il cervello ci “suggerisce”quell’atteggiamento quasi incontrollabile che ci porta riempire il carrello di ogni cosa.

8. Ricordiamoci le tempistiche: quando ci alimentiamo non dobbiamo ascoltare la fame, dobbiamo pensare che il nostro cervello e il nostro organismo hanno la necessità di essere nutriti con costanza. Quando sentiamo la fame l’allarme è già in atto e potremmo mangiare cose non ideali per il nostro obiettivo (stare bene, perdere peso, mantenere la linea, avere molta energia…)

Iniziamo quindi la giornata con una buona colazione che comprenda sempre della proteina, della frutta o del pane molto ricco di fibre, e un po’ di grassi come mandorle, noci o nocciole.

Se mangiamo molto tardi, a metà mattina cerchiamo di integrare con un bicchiere di latte o uno yogurt a seconda dei nostri gusti. Non saltiamo il pranzo: ideale sarebbe una insalata molta verdura di stagione, del tonno o del salmone e un po’ di frutta, facendo attenzione che l’anguria, il melone hanno un carico glicemico notevole. Uno spuntino nel pomeriggio, utilizzando magari una barretta bilanciata, e poi la cena sempre composta da un piatto proteico, possibilmente pesce, tanta verdura e un po’ di frutta. Se siete destinati a cenare tardissimo, nel tardo pomeriggio fate un secondo spuntino che vi eviterà di fare seri danni nella cena.

9. I centrifugati gli estratti vanno utilizzati in maniera strategica.

Centrifugato

Se stiamo cercando di perdere peso, o se vogliamo mantenere il risultato ottenuto, magari con fatica durante l’anno, i centrifugati o gli estratti di frutta possono costituire un pericolo. Questo è dovuto al fatto che nei centrifugati e negli estratti gli zuccheri diventano particolarmente veloci nell’essere assorbiti dal nostro organismo. Un’altra conseguenza potrebbe essere quella di non avere grande senso di sazietà per lungo tempo e quindi di ritrovarci a mangiare più volte nelle ore successive. Possiamo però utilizzarli maniera strategica scegliendo attentamente gli ingredienti: mescoliamo verdura – i peperoni, e cetrioli, con limone, zenzero e del pompelmo o la mela verde tipo di Grenny Smith – in questo modo otteniamo un fantastico apporto di vitamine, sali minerali e un carico glicemico accettabile grazie un buon utilizzo della frutta.

Ricordiamoci sempre che i centrifugati negli estratti sono comunque pura fonte di carboidrati e quindi, se ci diventa difficile reperire la proteina da associare, molto più semplice può essere reperire delle mandorle o delle nocciole i cui grassi ci aiuteranno a rallentare l’assorbimento dei carboidrati.

10.E la pizza???????

Queste sono regole base da ricordare sempre, ma se siamo in vacanza è anche importante non essere troppo severi con noi stessi quanto stare più attenti durante l’anno e concederci qualcosa di più in questo periodo. La pizza non è bilanciata da un punto di vista dei macro nutrienti e il suo carico glicemico è comunque estremamente alto. È un piatto preziosissimo che fa parte della storia della nostra cucina e che come tale va rispettato e valorizzato. Se decidiamo di mangiare una pizza, non perdiamo tempo ed energia cercando di “aggiustarla” nei bilanciamenti. Mangiate la pizza che più vi piace, godetevi la compagnia ed il momento e il pasto successivo ricominciate a seguire la vostra logica biochimica nella scelta degli alimenti. Se impariamo a nutrirci bene, di eventuali sgarri non possono fare altro che darci gioia e permetterci di godere della buona cucina.

Articolo pubblicato originariamente su Cabines.

Capelli in forma, anche in estate

Capelli nutrizione

La stagione del sole arriva e oltre alla cura del corpo dobbiamo iniziare a pensare in quale modo possiamo proteggere i nostri capelli. In realtà le chiome sono stressate tutto l’anno sia per l’inquinamento, ma anche per tutte le sostanze con cui entrano in contatto come lacche, tinture, gel e molto altro, ma con l’arrivo dell’estate abbiamo una fonte di stress ulteriore: il sole! Il buon senso ci suggerirebbe di pensare alla salute dei nostri capelli ricorrendo all’aiuto di alcuni accorgimenti a tavola da utilizzare tutto l’anno senza ricordarcene all’ultimo minuto. Infatti, adottare delle abitudini alimentari equilibrate che prevedano l’utilizzo dei nutrienti giusti è una base di partenza solida ed indispensabile per fare in modo che le nostre chiome vengano protette non solo dall’esterno, ma ben nutrite anche dall’interno.

La parte strutturale del capello è costituita da proteine che sono un elemento fondamentale: spesso una delle cause della debolezza e caduta dei capelli è uno scorretto apporto proteico. Le diete ipocaloriche possono far perdere i capelli, così come il digiuno quando non viene monitorato da professionisti specializzati; per non parlare poi di scelte vegetariane o vegane qualora non supplementate nella maniera corretta ma condotte con il “fai da te”. Queste ultime due, possono essere scelte nutrizionali estremamente vantaggiose se strutturate nella maniera adeguata.

Nutrizione fruttaLa principale regola alimentare? Evitare i cibi ad azione infiammatoria che fanno invecchiare precocemente le nostre cellule coinvolgendo anche la bellezza dei capelli. Indicato scegliere un’alimentazione ricca di zuccheri lenti a basso indice glicemico come quelli di frutta e verdura, limitando l’assunzione di zuccheri ad assorbimento veloce, buonissimi ma con un indice glicemico decisamente alto. Tra l’altro, se gli zuccheri veloci vengono opportunamente sostituiti con quelli lenti, il risultato è che il cervello non se ne accorgerà e quindi non faremo fatica a migliorare la nostra alimentazione e non verremo penalizzati da attacchi di fame improvvisi che non sarebbero d’aiuto al nostro umore.

Abbiamo bisogno dell’apporto delle proteine: non entro nel merito di discussioni circa la natura delle proteine affermando quali siano quelle “giuste” o “sbagliate”. E’ giusto informare le persone che le proteine di origine vegetale vengono da noi metabolizzate circa al 60% a causa della presenza della fibra: questo deve essere tenuto in considerazione nel calcolo di un apporto proteico. Inoltre nel caso di utilizzo dei legumi, ricordiamoci che oltre all’apporto proteico dobbiamo tener presente l’apporto di carboidrati degli stessi: eviteremo così di eccedere nel carico glicemico qualora nei pasti vengano utilizzati anche altre fonti di carboidrati.

Una cosa da tenere molto ben presente è il fatto che abbiamo la necessità di avere a disposizione nell’organismo una quantità sufficiente di Omega 3 che purtroppo non riesce a raggiungere livelli adeguati nemmeno nel caso di un’alimentazione ricca di pesce. È quindi necessario assumere un integratore ricco di Omega 3 altamente purificato: ottimo per la vasodilatazione che facilita il nutrimento delle cellule e quindi la ricrescita dei capelli, e potente antinfiammatorio. Esistono integratori di Omega 3 anche di origine vegetale. L’apporto di frutta e verdura oltre ad essere fondamentale per gli zuccheri che servono per il nutrimento delle cellule, sono basilari perché ricchi di polifenoli. Questi costituiscono il sistema immunitario delle piante, ne caratterizzano il colore e soprattutto grazie al loro ruolo di difesa della pianta hanno un potere antiossidante preziosissimo. I polifenoli stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella salute e nell’equilibrio del nostro organismo tanto che ne parleremo in un successivo articolo.

Nessuna paura nell’utilizzare olio extravergine di oliva in cucina pensando che rovini la nostra linea. A questo ci pensano i carboidrati ad alto indice glicemico se utilizzati in maniera inadeguata e in presenza di una risposta glicemica dell’individuo non molto fortunata! L’olio extravergine di oliva è invece un preziosissimo antiossidante e quindi protegge le nostre cellule dall’attacco dei radicali liberi e dall’invecchiamento precoce.

Vi sono inoltre alcune sostanze presenti in alcuni alimenti ai quali prestare particolare attenzione anche se di loro si parla di meno. La presenza del ferro nella nostra alimentazione è importantissima perché permette all’emoglobina di trasportare l’ossigeno alle nostre cellule: il ferro si trova molto comunemente negli spinaci, nei legumi*, nelle cozze ma anche – come noto – nella carne rossa. Una buona notizia è che anche il cioccolato fondente contiene ferro!

Vitamine B: in particolare la vitamina B3 (carne, pesce, latticini, legumi, frutta secca in guscio), la B5 (funghi secchi, lievito di birra secco, fegato, cereali*, frutti di mare, crusca e lenticchie*, la B7(la troviamo nel pesce, nelle arance, nelle noci, prugne secche*, riso integrale* e fiocchi d’avena*). Queste vitamine non solo rafforzano i capelli ma ne dirigono anche il metabolismo delle radici. La B6 (soia, legumi, verdura foglia verde, cavoli, carote*, fagiolini, pollame, avocado, frutta secca in un guscio, pesce (tonno salmone merluzzo), erbe aromatiche (salvia, alloro, menta) e cioccolato.

La vitamina C (peperoncino rosso, verde, peperoni, timo e prezzemolo, cavolo, crescione, broccoli, cavolfiori, kiwi, arance, clementine e fragole) è utile per l’assorbimento del ferro. Inoltre metionina (albume, latte vaccino, formaggi, carne bovina, proteine isolate della soia) e cisteina (carne, prodotti lattiero caseari e nelle uova) sono fondamentali perché costituiscono i mattoncini della cheratina che costituisce la maggior parte della struttura del capello.

L’arginina (proteine isolate della soia, polvere di albume, noci secche, arachidi, farina di soia, mandorle secche, nocciole secche, lenticchie*, tacchino arrosto, aragosta cotta e spalla di maiale) è importante perché permette una migliore irrorazione sanguigna delle radici: il nostro organismo è in grado di produrla ma purtroppo condizione di forte stress la nostra produzione non è più sufficiente.

Lo zinco (uova, latte, ostriche, germe di grano, grana, cioccolato fondente amaro e lievito di birra secco), incrementa la crescita dei capelli e protegge la radice dei capelli dalle infiammazioni inoltre partecipa alla formazione del collagene che è indispensabile per il tessuto connettivo nel quale si trovano le radici dei capelli stessi.

*attenti all’indice glicemico.


Articolo pubblicato originariamente su Cabines.

Le foto sono di Tyler Burrus e Sharon & Nikki McCutcheon, da Flickr.

L’estate: è tempo di mettersi a dieta per dimagrire?

Ma anche no!

Come nutrizionista dovrei esultare per il fervore che tutti gli anni assale in questo periodo donne e uomini nel dover necessariamente dimagrire in vista della prova bikini; eppure…
Il fenomeno si verifica ogni anno con sempre maggiore intensità, ed è strettamente dipendente da quanto in anticipo iniziano i weekend assolati, durante i quali si è costretti a togliersi i vestiti invernali e a mostrare il proprio corpo.

Uno stile di vita

Questo ricordarsi di prendersi cura del modo in cui mangiamo solo qualche settimana prima della fatidica prova bikini mi provoca, come professionista del benessere, un grande senso di sconforto. L’alimentazione corretta deve essere e deve diventare uno STILE DI VITA da seguire sempre, grazie al quale poi si impara a gestire qualsiasi tipo di trasgressione o di eccesso, che sicuramente può far parte e deve far parte di un momento di grande relax e meritato riposo come il periodo delle vacanze.

Stereotipi inarrivabili

Questa tendenza a correre ai ripari all’ultimo momento, è ulteriormente aggravata da quelli che sono stati fino ad ora gli stereotipi di certa moda e di molta pubblicità: modelli estetici molto spesso fuori dalla della portata della maggior parte di tutti noi.
Il fatto di non poter diventare come le modelle o i modelli che ci vengono mostrati dalle riviste o dalla televisione, non dipende necessariamente dall’avere o non avere la forza di volontà di seguire una dieta, o di fare o non fare forsennata attività fisica.
Sia chiaro, il mio non è un invito né a mangiare tutto quello che ci capita, né tanto meno ad abolire l’attività fisica, poiché andrei contro quelli che sono i credo della mia professione…
Il fatto è che una parte delle persone, a causa di una predisposizione genetica e caratteristiche metaboliche, MAI e poi MAI potrà indossare non solo una taglia 38, ma nemmeno una 42!

Denutrimento forzato

Una persona che è geneticamente predisposta ad avere una struttura magra, qualora dovesse per qualche motivo aumentare di peso, il più delle volte riesce a ritornare magra correggendo in maniera adeguata l’alimentazione; ovviamente nel rispetto di quelli che possono essere i cambiamenti fisiologici che l’età può portare.
Una persona geneticamente predisposta all’ingrassamento e dotata magari di una struttura di base “morbida”, qualora si trovi in eccesso di peso, con un’adeguata alimentazione potrà sicuramente cambiare la propria condizione. Potrà raggiungere quel punto di equilibrio armonico che le darà un aspetto estremamente bello e seducente, senza entrare neppure in una taglia 42!
Oltre un certo limite il suo organismo non può andare, a meno che non venga portato ad uno stato di denutrimento forzato.
A quel punto darà alla persona un aspetto tutt’altro che armonico quanto piuttosto patito e, dal mio punto di vista, assolutamente lontano dai canoni di bellezza..
Tale deperimento porterà ben presto, oltre che danni notevoli all’organismo, al recupero di tutto quanto perso con la privazione calorica.

Inadeguatezza precoce

Questo problema riguarda anche la moda dei bambini, anche non assolutamente in sovrappeso, ma solo “morbidi” nelle forme (come frequentemente accade intorno ai 10 o 12 anni di vita). Ebbene, talvolta non riescono ad indossare abiti formalmente pubblicizzati come adatti a quell’età!
È ovvio che se in quel momento il bambino inizia già a percepirsi inadeguato, questo può portare a serie conseguenze comportamentali nei confronti del cibo.
Il tutto perché il focus dei canoni di bellezza si è fossilizzato su determinate misure.
Molte persone lamentano problemi con alcune tipologie di diete. Ma possono essere due le ragioni: la dieta dimagrante non era adeguata (e in questo caso bisogna insegnare loro l’approccio corretto), oppure si sono posti degli obiettivi che fisiologicamente sono per loro irraggiungibili! Per questo si arrendono, senza rendersi conto che magari il punto al quale sono arrivati è il punto per loro ottimale, invece di guardarsi con occhi diversi rispetto alle misure imposte dall’esterno.

Curvy o “morbide”

Da SEMPRE esistono persone definite “magre” e persone che a me piace definire “morbide”.
Quello che mi ha colpito in queste ultime settimane, è che riviste importanti come Vogue e Vanity Fair dedicano dello spazio a quella che viene chiamata la tendenza “Curvy”, ossia il ritorno o la rivalutazione dei canoni di bellezza “morbidi”. Anche a Roma in questi giorni nelle sfilate si parla di tendenza “curvy” e si sono viste sfilare modelle dalle forme “morbide”..

Al mondo esistono da sempre le persone “magre” e le persone “morbide”: puntare l’attenzione solo su un gruppo piuttosto che sull’altro non ha fatto altro che creare senso di inadeguatezza e infelicità in coloro che appartenevano al gruppo “sbagliato” secondo i canoni del momento.

In un momento storico in cui i disturbi del comportamento alimentare sono in continuo aumento, come nutrizionista interpreto questa presa di coscienza come un grandissimo segno di intelligenza e di sensibilità. Spero possa portare le persone ad approcciare il cibo con un animo molto più sereno ed inneschi la volontà di imparare a nutrirsi in maniera corretta, per uno scopo molto più sano rispetto al forsennato mero tentativo di perdere peso, spesso a scapito del proprio senso di benessere e della salute…

L’importanza delle alternative

Infine una precisazione: ci sono stilisti che per natura sono più portati ad enfatizzare una forma magra piuttosto che morbida. Sono artisti, creativi ed ognuno di loro tende ad avere dei propri canoni di bellezza, che più si adeguano al loro modo di essere.
L’importante è che esistano le alternative per coloro che non appartengono al canone di “quel determinato stilista”.

Se alcuni decidono di scegliere come modelle delle ragazze magre, non deve a mio parere significare necessariamente un inno alla magrezza eccessiva, poiché nella realtà esistono ANCHE persone magre, ma DAVVERO magre per NATURA, pur mangiando moltissimo.
Io stessa ne conosco e ne seguo diverse insegnando loro a scegliere gli alimenti migliori per il loro benessere, ma il loro peso è veramente modesto, per quanto bene e tanto possano mangiare: nemmeno queste devono essere discriminate rispetto a coloro che, pur mangiando in maniera esemplare, non arriveranno MAI ad essere come loro.
Queste ultime sono le “curvy”, morbide figure cariche di una sensualità ed eleganza che non ha nulla da invidiare alle persone più magre.

Ad ognuno il suo compito

Sta ai media far capire che esistono entrambe le realtà e NESSUNO è meno bello dell’altro a causa delle sue caratteristiche fisiche e genetiche.
A noi nutrizionisti invece il compito di insegnare alle persone un modo sano per alimentarsi, senza liquidarli con un protocollo dietetico preconfezionato e standardizzato, con la pretesa che possa essere il loro stile di vita alimentare definitivo e corretto.
Che l’estate, spesso accompagnata da maggior tempo libero, diventi il momento magico per iniziare a lavorare su se stessi per imparare a usare il cibo nel migliore dei modi. Per far si che al rientro dalle vacanze, quando i ritmi saranno più sostenuti e la vita ci richiederà molta più concentrazione ed energia, avremo imparato quali sono le cose più giuste da fare e quali sono quelle che ci arrecano più danno.

Non dimentichiamoci che la maniera in cui noi mangiamo non è solo fondamentale per il modo in cui appariamo, ma soprattutto per il modo in cui ci sentiamo e ci poniamo nei confronti della vita.

L’alchimia del cibo ha il potere di modificare il nostro carattere, il nostro stato d’animo, il modo in cui viviamo la nostra vita: è molto più che il semplice gesto di sfamarsi.
E la vera bellezza è quella che deriva dall’armonia che c’è dentro di noi, quell’energia che un’anima serena emette e contagia chiunque gli si avvicini.

Daniela Morandi P.IVA 02249850302 - Copyright 2006 - 2019 - Comunicazioni - Privacy Policy