Una serata Nutrigourmet by Daniela Morandi all’Hotel Principe di Savoia

Nutrigourmet by Daniela Morandi Principe di Savoia
Giovedì 15 ottobre Il ristorante Acanto dell’Hotel Principe di Savoia di Milano ospiterà una cena a quattro mani con i piatti elaborati secondo i principi Nutrigourmet by Daniela Morandi.
L’Executive Chef di Nutrigourmet Claudio Colombo Severini assieme a Fabrizio Cadei, Executive Chef di Acanto, presenteranno un meraviglioso menù di creazioni uniche, che saranno una vera esperienza sensoriale.

Anche io sarò in sala e guiderò i presenti alla scoperta del gusto che fa bene all’anima e rappresenta la frontiera della nuova alimentazione del benessere.

Per le prenotazioni potete chiamare lo 02 623 020 26

Nutrigourmet by Daniela Morandi al Principe di Savoia

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Food al Fuorisalone 2013

Questa settimana Milano ospita l’attesissimo Salone del Mobile, un appuntamento ormai immancabile per il lifestyle milanese. Altrettanto immancabile, però, assaporare almeno alcuni degli eventi del Fuorisalone… assaporare sì, perché molti degli eventi riguardano proprio il food! Un vero e proprio itinerario tra design e alta cucina che sarebbe un vero delitto perdere…

E la dieta?

La domanda ovvia che nasce nella nostra testa è “Come faccio a rispettare la mia dieta durante eventi del genere?”; qualcuno potrebbe rispondere che l’ideale è la filosofia del guardare ma non toccare, qualcun altro potrebbe persino rinunciare a partecipare.

Personalmente sono convinta che un’altra soluzione sia non solo possibile, ma decisamente auspicabile. Bisogna anzitutto comprendere che un’alimentazione regolare non è una forzatura, ma una vera e propria medicina naturale per il nostro organismo. Se riusciamo a fare nostra questa idea e a intendere per  “dieta” un corretto modo di vita e non un regime di ristrettezze e divieti, possiamo anche comprendere che a volte ci possiamo concedere qualche strappo alla regola.

Qualche consiglio

È più importante mantenere una corretta filosofia nutrizionale nella nostra quotidianità, per poi godersi le occasioni speciali, che cercare di “rappezzare” eventuali sgarri, purché gli sgarri siano solo occasionali!

E poi chi l’ha detto che partecipando agli eventi Food del Fuorisalone non si riescano ugualmente a seguire i principi base della dieta Zona?

Ecco qualche suggerimento:

  • Cosa bere? Un buon bicchiere di vino rosso, ricco di polifenoli che hanno un’ottima azione antiossidante
  • Cosa mangiare? Prediligere piatti ricchi di verdure non amidacee e privi di carboidrati sfavorevoli, come pasta, riso,pizzette etc.
  • E il dessert? Una buona soluzione può essere scegliere un dessert di frutta, magari con una buona dose di delfinidine, come ad esempio i frutti di bosco, ma visto che l’occasione è speciale, possiamo concederci anche un pizzico di cioccolato (fondente ovviamente!)

Con questi piccoli accorgimenti possiamo tranquillamente concederci una passeggiata tra le zone di Brera e Tortona e gustarci le attrattive del Fuorisalone, purché lo facciamo con consapevolezza.

Attenzione però: se incontrate qualcosa di davvero unico per cui valga la pena “sgarrare”, fatelo! L’importante è avere una strategia nutrizionale corretta da seguire durante tutti gli altri giorni.

Anche le gioie della vita hanno il loro ruolo nel mantenere i livelli di cortisolo bassi. E il cortisolo alto fa ingrassare 😉

I milanesi devono «rallentare» per mangiare meglio

Segnalo questa mia intervista scritta da Paola Fucilieri su Il Giornale dello scorso 23 Agosto.
Sono felice di avere avuto la possibilità di essere interpellata sulle abitudini alimentari dei milanesi:
spero di poter aiutare le persone a capire che la loro salute inizia a tavola e che c’è sempre un sistema per potersi alimentare in maniera corretta.

I milanesi devono «rallentare» per mangiare meglio

Tutti gli errori da non fare per mantenere la forma o riconquistare la silhouette perduta durante le vacanze?
«I milanesi? Hanno sempre poco tempo. Anche per mangiare. Sono ancora troppe le persone che saltano la prima colazione, magari per restare a letto 5 minuti in più. Senza contare tutti coloro che non fanno la pausa pranzo».
– Ma allora è impossibile farli mangiare come Dio comanda?
«Affatto. Il milanese tipo è sensibile all’estetica ma anche al benessere. Ed è disponibile a fare sacrifici e a cambiare, se capisce che ne vale veramente la pena: le palestre, alle 7 del mattino, qui sono piene. Altrove non accade. In altre città ho notato che la necessità di mangiare meglio e perdere peso non è legata tanto allo star bene, ma più alle scadenze, tipo quella pre-bikini e quella post natalizia. Diciamo che i milanesi sono più disposti alla presa di coscienza quando quella si coniuga con lo stare bene. E, soprattutto, si lasciano guidare».

Incontrare Daniela Morandi fa venire voglia di cambiare alimentazione e atteggiamento verso la vita. Guardando questa bella signora sorridere, si capisce infatti che il cibo, il modo di mangiare, può davvero stravolgerti l’esistenza in meglio. E si intuisce perché Barry Sears, il biochimico statunitense inventore e guru della dieta Zona – il regime alimentare che mira al mantenimento di un livello di glicemia stabile nel sangue e a un bilanciamento ormonale – l’ha nominata Top Zone Coach in Europa. Non una semplice discepola che porta avanti il credo del maestro, quindi, ma una vera e propria trainer che ha inventato un suo metodo con tecniche specifiche. E che segue i pazienti «zonisti» uno a uno singolarmente: molti vip, politici, sportivi. Ma soprattutto gente comune.

– Dottoressa Morandi, ogni decennio ha la sua dieta. C’è stata la macrobiotica, la dissociata, l’ayurvedica, per tornare fino all’ipocalorica tradizionale che viene riesumata ogniqualvolta tutto il resto fa cilecca. Perché, secondo lei, a Milano, città di mode e tendenze, Sears e il suo metodo hanno riscosso un successo che sembra durare nel tempo?
«La maggior parte delle persone che vivono a Milano è qui per lavoro. Sanno quindi che devono rendere al massimo delle loro potenzialità. E con la dieta Zona capiscono di avere in mano uno strumento straordinario. Non standardizzato o protocollato, non unico per tutti, insomma. Il nutrizionista aiuta chi ha di fronte e personalizza il regime alimentare. Il fai da te è sempre deviante. La Zona insegnata bene alle persone deve tenere conto della psicologia e delle esigenze di ognuno. Lo stress, le emozioni, le reattività individuali della glicemia, gli impegni familiari: una donna che ha tre figli a cui badare ma magari non ha tempo di fare attività fisica, ha un tipo di impegno che richiede più attenzione di chi lavora con regolarità e pratica sport. Poi c’è la spesa».
– La spesa?
«Sì. Un’alimentazione sana richiede proteine, frutta e verdura che possono essere anche surgelate. Gli alimenti proposti dalla Zona – carboidrati, proteine e grassi – si possono trovare sugli scaffali di un qualsiasi negozio, di tutti i discount»
– Chi le giura di non avere tempo di fare la spesa?
«Sta accampando la più classica delle scuse».
– Chi è costretto a mangiare fuori a pranzo e a cena?
«Seguo tanti manager che hanno questa esigenza. Anche loro possono stare in zona».
– Quali altre scuse accampano? E quali sono gli errori più comuni del milanese-tipo che mangia in maniera poco corretta e vuole rimettersi in forma dopo una vacanza sregolata?
«Credono che non mangiando dimagriranno. Abbinano sempre l’idea di alimentazione a quella di dimagrimento, senza pensare che alimentarsi in maniera corretta non è solo la priorità di sostituire i carboidrati, o si buttano su quelli “sfavorevoli”. Finendo per mangiare le cose sbagliate: l’eccesso di oli di semi vegetali aumenta l’infiammazione nel corpo. Un primo e un’insalata non sono una scelta corretta».
– Perché?
«Perché l’effetto calorico (che può essere moderato) è annullato da quello biochimico, causa di una risposta insulinica eccessiva. La Zona agisce sul vero meccanismo di formazione di massa grassa che è influenzata dai livelli di insulina. Non dobbiamo interessarci solo all’accumulo di massa grassa, ma anche all’instaurarsi dell’infiammazione che poi è il fattore che ci cambia veramente in peggio la vita creando disturbi, patologie. “Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo” diceva Ippocrate».

Per appuntamenti

La dr.essa Morandi riceve nel nuovo studio in Piazza N. Tommaseo 2/a 

È possibile contattarla tramite:

Facendo da consulente per svariati brands e occupandomi dell’immagine di diverse celebrities soprattutto straniere, spesso mi trovo ad essere in viaggio. A causa del mio lavoro frenetico, frequentemente mi capitava di saltare i pasti (se e quando capitava di poter mangiare). Di mia conformazione già molto magra per colpa dello stress, continuavo a perdere peso nonostante mangiassi delle quantità industriali di pasta, consumandole tra l’altro quasi esclusivamente di sera. In breve tempo la dottoressa Morandi è riuscita a rieducarmi a livello alimentare, adattando la Zona alle mie esigenze con un protocollo creato su misura per me, basandosi sul mio quotidiano, le mie preferenze alimentari (sono vegetariana) e gli obiettivi che intendevo raggiungere nel breve e medio termine.
Fare la Zona non mi costa alcuna fatica e ho già raggiunto i seguenti benefici: migliore concentrazione mentale, qualità del sonno e resistenza fisica, nonché maggiore tonicità dei tessuti. Inoltre mi sento più positiva e focalizzata nel day by day. Per me la Zona non è una semplice dieta, ma sta diventando un sano stile di vita”

Janet Cantatore, Fashion and Showbiz Stylist

La Zona va personalizzata

La Zona funziona al massimo del suo potenziale solo se è personalizzata rispetto alle esigenze di ciascun individuo. Daniela Morandi gode della fiducia e del supporto diretto del dr. Barry Sears nell’ambito della personalizzazione della Zona. Grazie alle ulteriori specializzazioni e alla sua continua disponibilità ad interagire costantemente con le persone che le si affidano, è in grado di personalizzare in modo unico i normali protocolli della Zona.

Rendere vincente l’approccio significa tenere conto degli aspetti emozionali, delle resistenze, dei desideri, delle difficoltà, dei gusti e di tutti quei fattori che rendono le persone uniche.

La Zona è facile e divertente da seguire se viene modellata in base allo stile di vita di ciascuno di noi
Rimanere in ZONA significa mantenere stabilmente i risultati ottenuti: questo è possibile solo se il percorso viene studiato partendo dalle esigenze e rispettando i diversi stati emozionali di ciascun individuo

Daniela Morandi. A ognuno la sua Zona.

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