E lo chiamano “parassita”…

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Lo stress ha il potere di inibire l’efficacia del nostro sistema immunitario. Il Reishi, un fungo “parassita” che cresce alla base di tronchi di querce, produce una lunga serie di effetti benefici.

È da diverso tempo che si parla del Ganoderma Lucidum o Reishi, un fungo “parassita” che cresce alla base di tronchi di querce, castagni e diversi altri alberi, che – secondo me in maniera altisonante ma alla fine errata – viene definito il fungo dell’immortalità. Credere che qualcosa possa renderci immortali è davvero poco realistico ed è ancora meno realistico pensare che qualcuno ci possa credere.

Questo fungo ha però delle proprietà che sono davvero straordinarie ed è curioso che fosse conosciuto e usato già dalla Medicina Tradizionale Cinese, mentre in Occidente la sua conoscenza sia relativamente recente, nonostante siano stati effettuati diversi studi scientifici sul suo utilizzo.

Il Reishi non è una novità tra gli esperti di settore in campo di nutrizione e integrazione, ma recentemente è tornato prepotentemente alla ribalta: sembra che la natura ci ricordi dell’esistenza di questo fungo in un momento storico in cui ognuno di noi certamente farebbe bene ad assumerne, perché è uno straordinario adattogeno e, quindi, permette al nostro organismo di resistere allo stress, cosa che non manca a nessuno. Mai come in questo momento si è parlato dell’importanza della gestione dello stress per la prevenzione delle malattie anche molto gravi, poiché lo stesso stress ha il potere di inibire l’efficacia del nostro sistema immunitario.

Il Reishi ha una lunga serie di effetti benefici, alcuni dei quali sono veramente notevoli:

  • Stimola il sistema immunitario grazie alla presenza di alcuni polisaccaridi. Questa azione sarebbe così importante da avere addirittura rilevanza nelle patologie tumorali. In tale senso sono stati effettuati degli studi in Giappone
  • Un’altra azione davvero interessante, è quella ipoglicemizzante e alcuni studi hanno evidenziato che il Reishi è utile in entrambe le forme di diabete ed esercita un effetto protettivo sulle cellule beta del pancreas, che sono deputate alla produzione di Insulina. Inoltre – poiché il Reishi controlla i picchi glicemici – può essere utile berlo durante il giorno per accentuare l’effetto di controllo dei livelli di Insulina che favoriscono la formazione di massa grassa
  • L’utilizzo del Ganoderma Lucidum può aiutare a prevenire la degenerazione delle sinapsi neuronali che è la causa di malattie degenerative e devastanti come l’Alzheimer
  • Epatoprotettore: questo fungo “parassita” esercita inoltre un’azione molto importante in qualità di “scudo” nei confronti del fegato. In Cina viene molto utilizzato durante i percorsi di chemioterapia per preservare il fegato da possibili effetti collaterali. È anche indicato nelle epatiti B, anche se lo studio condotto per tale caso in realtà non riguarda un numero molto elevato di soggetti
  • Un effetto straordinario di questo fungo riguarda inoltre la capacità di migliorare notevolmente l’energia prodotta dalle cellule grazie al miglioramento dell’ossigenazione del sangue: è indicatissimo per gli sportivi e soprattutto per coloro che devono adattarsi alle alte quote rapidamente
  • Protegge la pelle: inibisce la produzione di melanina e quindi protegge e aiuta a prevenire il melanoma. Magari non è consigliabile la sua assunzione durante una vacanza al mare, se il nostro desiderio è quello di tornare con una bella abbronzatura dorata
  • Effetto sedativo: il Ganoderma è adatto alle persone stressate che soffrono di ansia e neurastenia con dolori muscolari, vertigini e cefalea. Potenzia inoltre l’attività delta del cervello. Il suo utilizzo regolare facilita il sonno e ad aiuta molto a ridurre l’irritabilità.
  • Antiossidante: non poteva mancare. Oltre a tutto quanto già detto, ci protegge anche dall’azione devastante dei radicali liberi che è importantissima, ma che sembra quasi passare inosservata dopo aver elencato una serie davvero incredibile di proprietà. Ricordiamoci che i radicali liberi hanno un potere distruttivo sulle membrane delle nostre cellule e sono sempre presenti accanto ai fenomeni infiammatori, per cui tale effetto è importantissimo.

rawpixel-1137706-unsplashCi sono diversi modi

per assumere

questo gioiello della natura

definito “parassita”:

in capsule, decotto e

addirittura sotto forma

di piacevolissimo tea!

 

 

 

 

Pubblicato originariamente su Mabella.

Novità sui polifenoli

salute con i polifenoli

Azione antiossidante e antinvecchiamento, ma anche importante azione antinfiammatoria per il benessere dell’intestino. Oggi sono entrati nel novero dei nutrienti essenziali. Sono i polifenoli

Quando parliamo di polifenoli, normalmente il nostro pensiero corre all’azione antiossidante e antinvecchiamento per i quali questi straordinari composti sono noti: gli studi più recenti riguardanti queste molecole di origine naturale dalla struttura estremamente complessa, hanno evidenziato delle loro proprietà finora poco conosciute ma di importanza estremamente rilevante.

Si è capito, infatti, che i polifenoli sono uno strumento straordinario che dobbiamo considerare come parte della nostra nutrizione quotidiana, per preservare la salute di una parte del nostro organismo che si sta rivelando essere molto più importante di quanto non si fosse pensato fino ad alcuni anni fa: l’intestino.
In realtà ciò che ci sta dando informazioni inaspettate è l’enorme quantità di batteri di cui il nostro intestino è costituito e dai quali dipende la nostra stessa sopravvivenza: questi batteri sono alla base di un delicatissimo equilibrio capace di influenzare tutte le nostre funzioni da quelle fisiche a quelle psicologiche e mentali.

cestello verdureI polifenoli sono un gruppo di composti fitochimici molto complessi, derivano quindi dalle piante e ne rappresentano il sistema di difesa nei confronti di batteri che potrebbero rappresentare un pericolo per la sopravvivenza della pianta stessa.
Allo stesso modo – straordinariamente – nel nostro intestino i batteri che costituiscono il microbiota utilizzano i polifenoli come difesa da eventuali attacchi patogeni che metterebbero a serio rischio la nostra salute.

I polifenoli sono dei nutrienti fondamentali che possono addirittura cambiare l’espressione di alcuni geni importantissimi nel nostro corpo, in particolare di uno chiamato “fattore di trascrizione genetica” richiesto per rigenerare i tessuti danneggiati.
Tale “fattore di trascrizione genetica” si chiama AMP kinasi: per tale motivo i polifenoli si sono rivelati importantissimi anche nella rigenerazione dei tessuti danneggiati da un fenomeno infiammatorio.

I polifenoli non possono essere sintetizzati dal corpo umano, ecco il motivo per cui devono essere assunti tramite la dieta. Per questo motivo, oramai devono essere considerati dei nutrienti essenziali. Ci sono circa 8000 polifenoli conosciuti, e probabilmente almeno il doppio ancora non sono stati analizzati dal punto di vista strutturale: di questi straordinari fitocomposti si sapeva pochissimo fino al 1995. Attualmente si sa che i polifenoli sono potenti attivatori dei geni umani coinvolti nella sintesi di enzimi antiossidanti, nella modulazione di sentieri antinfiammatori, e nell’attivazione di geni antinvecchiamento e che sono fattori critici per mantenere in buona salute l’intestino.

I polifenoli sono molto importanti perché riescono ad evitare qualsiasi potenziale fenomeno infiammatorio che si voglia propagare dall’intestino nel nostro sangue che potrebbe avere conseguenze importanti.

I polifenoli riescono a prevenire quella che in inglese si chiama la “leaky gut syndrome”, ossia la formazione di “buchettini” nella mucosa intestinale, poiché hanno la capacità di rinforzare l’integrità della barriera di muco che impedisce che questa venga trapassata da frammenti di batteri che – qualora si immettessero nel torrente sanguigno interagendo con un recettore ( il TLR) – darebbero origine ad un segnale di infiammazione debole e cronico che porterebbe ad una intossicazione metabolica, con corrispondente aumento di obesità e diabete.

Inoltre un’altra azione benefica che i polifenoli esercitano per la salute del nostro intestino, è data dal fatto di avere la capacità di distruggere il “biofilm” di protezione che batteri patogeni all’interno del nostro intestino si costruiscono per proteggersi.
I polifenoli riescono a rompere queste pellicole protettive permettendo la distruzione dei batteri da parte del sistema immunitario.

chocolate-2224998_640È quindi di fondamentale importanza ricordarsi che l’assunzione di frutta e verdura sono assolutamente fondamentali per il nostro benessere, ma non è sufficiente.
L’integrazione di polifenoli si sta capendo che è fondamentale, ma devono essere sostanze titolate e soprattutto biodisponibili: molti infatti sono gli integratori di polifenoli che però non vengono assorbiti dal nostro organismo o vengono venduti in concentrazioni assolutamente inutili.

A tale proposito i polifenoli migliori che hanno dimostrato avere effetti terapeutici grazie ad esperimenti clinicamente controllati sono i Flavanoli del cacao, le Antocianine delle bacche e infine una sottoclasse di Antocianine solubili in acqua note come Delfinidine presenti nelle bacche del Maqui.

 

Pubblicato originariamente su Mabella.

No alle diete “Fai da Te”

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Il fai da te non è mai una soluzione per ottenere qualcosa che riguardi il nostro benessere. La nutrizione è una scienza, non è una teoria, non è una moda, non è una filosofia: può diventare uno stile di vita, ma deve necessariamente essere supportata da basi scientifiche.

In questa stagione la tentazione è forte: inizia la ricerca della dieta miracolosa che in quattro e quattr’otto possa cancellare tutti i nostri peccati di gola invernali. Sicuramente non aiutano le riviste che pubblicano le varie diete della Luna, del minestrone, del gelato, tantomeno aiuta il bombardamento delle pubblicità in televisione e sul Web che riguardano integratori miracolosi, che farebbero perdere i chili in eccesso nell’arco di pochissimi giorni grazie a molecole di origine vegetali dai nomi impronunciabili, di cui, però, non si capisce mai il meccanismo d’azione né la composizione, poiché secretato dietro al simbolino ® che sta per registrato.

Inutile dire che i miracoli non esistono, che non è stata scoperta alcuna erba magica che possa far perdere peso nel giro di una settimana, che non ci sono creme che sciolgono il grasso come acqua, che non ci sono integratori che velocizzano il metabolismo per fare in modo si possa perdere una quantità di massa grassa rilevante nell’arco di un tempo fisiologicamente impossibile.

Quello che è possibile, invece, è perdere peso sulla bilancia in maniera rapidissima semplicemente liberandosi dei liquidi in eccesso: questo però porta ad un semplice fenomeno di disidratazione estrema dell’organismo e sicuramente non ad un fenomeno di perdita di massa grassa.

Il peso così perso è un peso che verrà recuperato in maniera rapidissima e, oltretutto, l’aspetto fisico di colui che perde il peso così rapidamente a carico dei liquidi, di solito è quello di un volto emaciato, patito, “scavato”, mentre la parte centrale del corpo – di solito quella più appesantita dalla massa grassa- varia di poco.

È anche possibile perdere peso deperendo: è sufficiente non mangiare magari facendo tanta attività fisica.

brooke-lark-391764-unsplashQuesto non è un sistema per dimagrire, ma è il miglior sistema per stressare il nostro organismo, fare danni ingenti a tutto il nostro corpo e soprattutto nel giro di poco tempo provocare un effetto rebound tale che farà in modo che il nostro cervello ci porti a mangiare in maniera smodata per recuperare tutta la carenza nutrizionale a cui lo abbiamo sottoposto: questo è il punto di rottura dove si sono sempre interrotte le “vecchie diete” basate sul principio ipocalorico.

Il fai da te non è mai una soluzione per ottenere niente che riguardi il nostro benessere, tanto meno quando si parla di perdita di peso o meglio di massa grassa.

Come per ogni cosa, è bene affidarsi a delle persone competenti, ma attenzione che con questo non intendo dire che sia sufficiente che un professionista sia titolato ad esercitare la propria professione: ci sono in giro nomi altisonanti assolutamente non dediti alla loro professione.

Fare il nutrizionista richiede passione, empatia, entusiasmo, voglia di ricerca: non si tratta di fare la somma delle calorie!

 

Quando parliamo di nutrizione, scegliete la strada che più sentite essere in armonia con il vostro modo di pensare, però tenete presente alcune cose importanti:

  • la nutrizione è una scienza, non è una teoria, non è una moda, non è una filosofia: può diventare uno stile di vita ma deve necessariamente essere supportata da basi scientifiche;
  • il professionista che vi seguirà, deve essere costantemente aggiornato: la nutrizione è una scienza in perenne evoluzione quindi la velocità di integrazione delle nozioni è fondamentale affinché si possa dare il miglior servizio al proprio paziente;
  • scegliete una persona che ascolti la vostra storia, le vostre esigenze, le vostre abitudini, le vostre paure, perché cambiare e correggere il modo in cui ci ali- mentiamo è come fare ordine negli spazi più riser- vati della nostra vita;
  • assicuratevi che il professionista vi segua dedicandovi del tempo e personalizzando il metodo che utilizza in base alle vostre esigenze, perché ognuno di noi è un mondo a sé;
  • viviamo in un mondo ipertecnologico, ma ritengo che quando si imposta un nuovo stile di vita nutrizionale sia essenziale il rapporto umano, tralasciando l’utilizzo di sterili e anaffettive applicazioni da smartphone, sicuramente divertenti e comode, che però non hanno la capacità di interagire con la nostra emozionalità, così importante quando parliamo di risposta ormonale al cibo;
  • per lo stesso motivo, prima di affidarvi a un professionista informatevi se il protocollo verrà “cucito su misura”: se così non fosse, augurategli una buona giornata e cercate qualcun altro.

È anche importante, però, essere lucidi in una cosa: da quasi vent’anni esercito tutti i giorni partendo come base dalla dieta Zona del dr. Barry Sears, che ovviamente nel tempo – lavorando quotidianamente a contatto con lui – ho personalizzato e integrato con tantissime nozioni. Su questo argomento sono stati scritti tantissimi libri (alcuni li ho scritti anch’io assieme a lui!), e molto spesso in studio arrivano da me delle persone convinte di sapere assolutamente tutto su come gestire la Zona perché hanno letto tutti i libri, tanto da citarli quasi a memoria.

Su tante diete vengono scritti tantissimi libri e le persone sono convintissime di essere nutrizionisti provetti perché li hanno letti con attenzione.

Ci vuole anche un po’ di umiltà da parte nostra nel riconoscere che un conto è poter capire un concetto assimilandolo teoricamente in maniera perfetta, un conto è poi sapere come applicarlo nella realtà e, soprattutto, conoscere quanto la realtà possa differire dall’idea “teorica” che noi abbiamo della realtà.

Solo quando applichi tutti i giorni un concetto nel mondo reale per anni e anni e vedi come agisce in maniera diversa a seconda di chi hai difronte, ti rendi conto di quanto un essere umano sia un mondo a sé e di quanto tutto diventi relativo…

In pratica: “tra il dire e il fare continua ad esserci di mezzo sempre il mare”, come diceva il vecchio proverbio e direi che nel caso della nutrizione ci sta in mezzo addirittura un Oceano…

Pubblicato originariamente su Mabella.

AIUTO È NATALE! Che cosa potrò mangiare?

Tavola Natale

Il Natale è alle porte e – come ogni anno – le persone sembrano ricordarsi e preoccuparsi proprio in questo momento di quanto sia importante mangiare bene, quando, in realtà, abbiamo tutto il resto dell’anno per poterlo fare.

Probabilmente sono una nutrizionista che pensa “out of the box”, ma sono convinta che in occasioni come il Natale, in cui possiamo stare con la nostra famiglia e celebrare una tradizione che ci accompagna sin da quando eravamo bambini, pensare di “adattare” tutto questo ad una dieta sia una cosa inutile e tristissima.
Se poi vogliamo coinvolgere anche l’aspetto emozionale che lega la capacità del nostro stato d’animo con la produzione di determinate “molecole segnale”, che andranno a influire sulla nostra salute, vi lascio immaginare l’effetto benefico che potrà avere un buon cibo consumato con animo sereno, senza sensi di colpa, insieme alle persone a noi care.
Ho già detto più volte in passato che abbiamo tutto un anno durante il quale preoccuparci di nutrirci in maniera adeguata, e vi assicuro che così facendo non sarà di certo il periodo delle feste natalizie a creare danni irreversibili.

Infatti, se durante l’anno ci alimentiamo in maniera corretta, preoccupandoci di utilizzare ad ogni pasto un’adeguata quantità di proteine e come fonte di carboidrati quelli favorevoli (frutta e verdura), impedendo così picchi glicemici e un eccessivo rialzo dell’ormone Insulina, con conseguente accumulo di massa grassa, la nostra glicemia sarà costantemente così ben bilanciata che, anche di fronte al carboidrato “sfavorevole” più appetitoso e goloso, il nostro cervello non sentirà la necessità di mangiarne una quantità eccessiva.

Da qui deriva il fatto che chi vorrà gioire di un primo piatto o di un dessert particolarmente appetitoso non sarà costretto a rinunciarvi, ma soprattutto non si troverà nella condizione di non riuscire a fermarsi nel mangiare quel tipo di carboidrato: questo accade, invece, quando noi seguiamo regimi alimentari totalmente privi di carboidrati e sbilanciati nell’apporto calorico dei macronutrienti.
Ricordiamoci, inoltre, che anche i grassi sono “strumenti” fondamentali sia per la nostra salute che per garantirci il senso di sazietà.

Natale pasticceriaDi che cosa in realtà dobbiamo preoccuparci durante il pranzo di Natale, se davvero vogliamo fare qualcosa che magari non possiamo permetterci tutto l’anno?

Non di cosa mangiamo perché se deve essere festa, festa sia, ma da dove arriva ciò che mangeremo. La qualità della materia prima che utilizzeremo deve essere l’eccellenza: se utilizzo la farina, quella deve essere il top.
Antipasto ricco di affettati? Sì, ma quelli prodotti da aziende che utilizzano animali italiani, controllati, e che ancora hanno dei passaggi artigianali nella loro lavorazione: per un giorno lasciamo stare le grandi industrie e quelle meravigliose confezioni sottovuoto, comodissime quando non abbiamo tempo, ma NON quel giorno.
La stessa cosa per il salmone (cosa tipica con i crostini e il burro!!): controlliamo la provenienza, ed è ovvio che già il prezzo la dirà lunga sulla sua qualità. Per quello che riguarda la carne, cerchiamo la carne che arriva da allevamenti non intensivi a filiera corta e animali “grass fed”.
La stessa cosa vale per la carne bianca: niente allevamenti intensivi, niente antibiotici, niente ormoni. Se utilizziamo la pasta, cerchiamo la pasta fatta con il miglior grano e non quella industriale.
Frutta e verdura acquistati in una cascina o al mercato.

 

panettone natalizioIl panettone? Quelli di qualità, meglio se artigianali; lasciamo stare quelli industriali: le industrie devono perennemente lottare con i costi.


Se c’è qualcosa che veramente possiamo regalarci per le nostre feste, è il tempo per andare alla ricerca tutte le materie prime con le quali cucinare i nostri pasti speciali: magari prepariamo meno cose, perché sicuramente la qualità si paga di più, però quelle poche cose non faranno sicuramente alcun danno.

Ricercando attentamente si trovano delle eccellenze italiane che producono di tutto: dagli affettati, alle farine, alla pasta, la carne, la frutta secca tipica del Natale, i panettoni, il vino e tante altre cose.

Se prepariamo i dolci in casa, al bando lo zucchero raffinato e utilizziamo dello zucchero di canna “autentico”: è una microeconomia che in termini di salute per il nostro organismo vale tantissimo.

C’è solo una cosa alla quale personalmente tengo tantissimo: la stagionalità.

Non mangiamo le ciliegie a Natale: arrivano da molto lontano e noi non siamo “programmati” per mangiarle in inverno.
Da noi le ciliegie sono un frutto che la natura ci concede poco più di un mese all’anno.
Se la natura per noi ha deciso che in inverno la terra produca tanti agrumi ricchi di vitamina C, le mele, le pere e i kiwi, sicuramente un motivo c’è.

Quindi Buone Feste a tutti e soprattutto vivete con animo sereno il vostro giorno di Natale perché è la gioia il farmaco più potente che esista: e secondo me fa pure dimagrire perché abbassa il cortisolo!!!

 

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Come rientrare in Zona dopo le feste

Dopo un periodo più o meno lungo di trasgressioni alimentari, o perlomeno di regole un po’ meno rigide del solito, capita di fare molta fatica a rientrare a regime. In particolare questo accade quando le trasgressioni coincidono con un momento di vacanza e quindi grande relax, soprattutto in un momento storico come questo, in cui lo stress per ognuno di noi è già elevatissimo, vista la situazione generale.
Già l’idea di riprendere la vita di tutti i giorni con i suoi ritmi incalzanti e le brutte notizie che fioccano come meteore sulla nostra testa basterebbe per scoraggiare chiunque a volersi accollare ulteriori pensieri, ci manca solo lo spauracchio del regime alimentare.
Qui sta l’errore. Molti di noi vivono ancora la “regolarità” nell’alimentazione come una forzatura, qualcosa che appesantisce le nostre giornate anziché migliorarle. E invece tutti gli zonisti sanno che bastano davvero pochi giorni per sentirsi subito meglio e pieni di energia. E di energia e buon umore, in questo momento ne abbiamo tutti davvero tanto bisogno!
Chi mi conosce e chi frequenta il mio studio, sa perfettamente che di natura preferisco i rientri in Zona rapidi e totali. Di solito si soffre di meno e si dà un vero taglio con l’atteggiamento “lasco” che (giustamente) può essere stato adottato durante le sacrosante vacanze.
Per mio carattere preferisco passare ad una Zona “tirata”, che in pochissimo tempo fa dimenticare le trasgressioni fatte e ne minimizza i danni.
Ma non siamo tutti uguali, e non è detto che questa sia la soluzione migliore in assoluto.
Se fate fatica anche alla sola idea di riprendere un regime – o meglio, chiamiamolo “percorso”, che suona meglio ed è meno minaccioso – io vi consiglio di fare le cose gradualmente.

I passi per rientrare in Zona

La prima cosa da fare è riprendere l’abitudine degli spuntini, se per caso nel bailamme delle feste li avete persi per strada.
Scegliete poi un solo pasto della giornata che vi sentite veramente di fare in Zona senza troppo sacrificio materiale né mentale e limitatevi a fare solo quello insieme agli spuntini. Negli altri casi fate come potete.
Fate passare qualche giorno e intanto riprendete i soliti ritmi di vita (che il più delle volte saranno dannatamente frenetici…).
Quando ve la sentite, fatene due di pasti in Zona e sempre gli spuntini.
La cosa fondamentale è lasciare a casa i sensi di colpa per non riuscire ad essere degli zonisti perfetti sin dall’inizio: come dico sempre ai miei zonisti, la Zona vi restituisce tutto quello che date. Se la fate al 30% vi darà il 30% di beneficio, se la fate al 70% vi darà il 70%. Non dovete rendere conto a nessuno, se non al vostro stesso benessere.
E non sempre il benessere passa dal rigore totale.
Giorno dopo giorno sarete sempre più invogliati a riprendere il protocollo per l’intera giornata, e nel tempo rientrerete in Zona senza alcuno sforzo.

Una cosa da ricordare…

Ricordatevi bene quanto segue: non restate delusi se i benefici non dovessero arrivare immediatamente nonostante seguiate la via più diretta. Se avete “pasticciato” parecchio o comunque troppo per il vostro “terreno glicemico”, può essere che serva un po’ di tempo. Andate avanti sereni, con disciplina “allegra”. Quello che fate lo dovete fare perché vi fa piacere e vi fa stare bene.
La Zona è tutto meno che sofferenza, costrizione e frustrazione. Questo è il messaggio che il dr. Sears continua a passarmi quotidianamente da più di 10 anni….
Ancora una volta, buon anno a tutti!

Daniela Morandi P.IVA 02249850302 - Copyright 2006 - 2019 - Comunicazioni - Privacy Policy