Mindful Nutrition: convivere con il Coronavirus

Daniela Morandi | maqui per le difese immunitarie

Ce lo hanno detto in tutti i modi: dovremo abituarci a convivere con il virus che ha sconvolto le nostre vite e le nostre abitudini, e la convivenza sarà piuttosto lunga e per il momento senza armi specifiche. In realtà non abbiamo farmaci e non abbiamo un vaccino, ma abbiamo un organismo che sa il fatto suo.

È un po’ di tempo (quest’anno saranno 20 anni!) che, lavorando a stretto contatto con il dr Sears – e anche a causa di vicissitudini personali – mi è estremamente chiaro il concetto che il nostro stato di salute e il modo in cui affrontiamo e gestiamo eventuali patologie è estremamente connesso al modo in cui ci alimentiamo.

Il nostro corpo è naturalmente dotato di un potente sistema efficace per combattere le infezioni causate da “nemici” esterni, che siano virus, batteri o altro. È un lavoro di squadra che si svolge tra sistema immunitario “innato” e quello “acquisito”.

Senza perderci in dettagli troppo complessi, è importante ricordare che il sistema immunitario “innato” è fortemente influenzato dalla alimentazione. Se il sistema immunitario “innato” è efficiente, lo sarà di conseguenza anche quello “acquisito” perché il primo “attiva” il secondo: quando questo “sistema di difesa” funziona bene, nel nostro corpo si verifica il processo che il dr Sears ha da un po’ di tempo sintetizzato e concettualizzato con il termine di “Resolution Response”, ossia la capacità naturale da parte del nostro organismo di gestire al meglio un eventuale attacco da parte (in questo caso specifico) di un virus. Il nostro organismo è “programmato” per affrontare attacchi ostili dall’esterno (di qualsiasi tipo si tratti) e di “rigenerarsi” dopo un eventuale danno subito. Affinché le nostre difese siano efficaci e il nostro corpo si possa difendere e rigenerare, è però importante fare in modo che il nostro organismo non si trovi “distratto” a contrastare degli stati di infiammazione che non sono stati causati da un autentico attacco da parte di batteri o virus, ma innescati come conseguenza biochimico-ormonale di una serie di scelte alimentari scorrette. È infatti oramai cosa nota il fatto che alcuni alimenti sono in grado di attivare dei processi “pro infiammatori”.

In pratica se noi causiamo degli stati di infiammazione (ossia degli allarmi) nutrendoci in maniera ormonalmente inadeguata, il sistema immunitario (il nostro esercito di difesa) disperderà le sue energie combattendo questa situazione e non avrà abbastanza “soldatini” per contrastare l’eventuale attacco di un vero nemico.

Quali sono allora le condizioni affinché il processo chiamato “Resolution Response” possa attuarsi in maniera efficace e naturale?

Tre sono le cose fondamentali, quelle che il dr Sears chiama “le 3 R”: Riduzione dell’infiammazione, Risoluzione completa dello stato infiammatorio e Rigenerazione dei danni causati dall’attacco nemico. Mai come in questo momento, se c’è una cosa davvero utile che possiamo fare per la nostra salute, è cercare di ottimizzare la capacità del nostro organismo di reagire ad un attacco e di rigenerarsi dagli eventuali danni subiti. La prima R la possiamo ottenere seguendo un protocollo nutrizionale che sia anti-infiammatorio basato sui fondamenti dell’abbinamento dei tre macronutrienti ad ogni pasto con un bilanciamento in proporzioni caloriche che – partendo da una base 40/30/30 rispettivamente tra carboidrati, proteine e grassi – in realtà deve essere adattato al singolo caso. La seconda R – e quindi la risoluzione dell’infiammazione residua – deve essere affrontata con la supplementazione di Omega 3 purificato a grado farmaceutico e in dosaggio adeguato alla situazione dell’individuo, affinché entrino “in gioco” le Resolvine, potenti ormoni dall’attività anti infiammatoria. La terza R – quella a mio parere più affascinante e straordinaria della “rigenerazione”- arriva direttamente dalla natura e i suoi frutti: i polifenoli e in particolare le “delfinidine” (presenti nelle bacche del maqui), che sono autentici gioielli naturali in grado (come ampiamente descritto nel libro scritto a quattro mani con il dr Sears “La Zona del futuro” ed. Sperling and Kupfer), di attivare l’AMPK detto anche “enzima della vita”, in grado di “attivare” il sistema immunitario innato. Come ci ricorda il dr Sears da anni, il cibo ha il potere di cambiare la nostra risposta ormonale nell’arco di un solo pasto: nell’attesa che la scienza faccia il suo cammino per debellare questo potente ed inaspettato “ospite”, ricordiamoci che facendo scelte nutrizionali consapevoli abbiamo già un’arma straordinaria .



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